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“Questa riforma”, commenta il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani, “ha due firme: quella di Matteo Renzi e quella di Silvio Berlusconi. Senza un clima di condivisione e maturità, non saremmo arrivati a questo punto”. Il percorso delle riforme “è ancora lungo e complesso, sarà non senza difficoltà e senza contrasti. Oggi è il primo passo, ma forse il più importante. Avremmo voluto cambiare la forma del governo”, con l’elezione diretta del capo Stato o con l’aumento dei poteri del primo ministro, ha specificato Romani, sottolineando come “la collaborazione non può nascondere le differenze politiche”. Ed in riferimento alle prossime tappe della riforma: “Forza Italia ci sarà. Silvio Berlusconi ci sarà”.
Augusto Minzolini invece esce dall’Aula: “Non voterò e uscirò dall’Aula al momento del voto. Spero che nell’iter della Riforma la sapienza si sostituisca all’insipienza”
“Il nostro sistema pubblico ha bisogno di riforme finalmente realizzate, non solo immaginate”. Così il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda dichiara il voto favorevole del gruppo al ddl di Riforma Costituzionale.
Mostra soddisfazione Gaetano Quagliariello (Ncd): “Oggi è solo un primo passo, si deve considerare il semi-presidenzialismo come punto per mantenere in equilibrio il sistema”.
Lega Nord e Sel non partecipano al voto finale. “Non possiamo essere complici”, dice Gian Marco Centinaio, capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, “di chi sta affossando questo paese”, ha detto in Aula. I grillini hanno invaso il Transatlantico e una senatrice è scoppiata in lacrime “per la tensione”.