Riforma giustizia, De Luca a Governo: “Così devastate la democrazia”

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“Abbiate il coraggio di votarvi, senza patetica ipocrisia, una norma costituzionale a maggioranza. Contingentando i tempi, tra Camera e Senato, occorrono solo cinque mesi. Tutto, ovviamente, a garanzia non dei vertici dello Stato ma solo di uno di essi, il Presidente del Consiglio”. Così il senatore del Pd Enzo De Luca, intervenuto stasera nella discussione in Aula sugli emendamenti al disegno di legge n.1880, relativo alle misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi. Riprendendo l’invito rivolto alla maggioranza nel corso della discussione generale sul ddl, il senatore irpino ha rilanciato la proposta di una norma costituzionale: “Sarebbe più coraggioso e responsabile e meno devastante per la giustizia e la democrazia del Paese, di cui con questo provvedimento si rischia di fare scempio”. De Luca, con altri senatori, ha condiviso la nota del Pd che recita: “Nel giorno in cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dichiara inammissibile il ricorso di un Ministro del primo Governo Berlusconi condannato con sentenza definitiva per corruzione aggravata, così riconoscendo l’equità del giudizio cui egli è stato sottoposto, la maggioranza si accinge ad un ulteriore, devastante passaggio del suo cinico progetto di disarticolazione della giustizia italiana. Al dispiegarsi di questo cinico progetto assistono i cittadini esterrefatti e sgomenti avvocati, personale giudiziario, magistrati e professionisti della sicurezza e soprattutto l’intero Paese. Mentre questa maggioranza, tristemente ridotta al rango di mera esecutrice di ordini, parla di dialogo, rifiuta con cocciuta e inquietante determinazione ogni ipotesi di miglioramento del testo in discussione, rendendo drammaticamente trasparenti le vere ragioni del suo procedere. vi è uno scenario che si intravede alla fine di questo percorso. Questo scenario è, né più né meno, che lo scempio della giustizia italiana. Di questo scempio – conclude – vi assumete davanti al paese tutta la responsabilità politica e morale”.

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