RIFIUTOPOLI… TRA ROSE E SPINE

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La triste storia dei rifiuti, poveri abitanti della Campania senza casa e fissa dimora, appare come i nomadi costretti ad essere silenziosi protagonisti del rimpallo di cinque feudi: Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
Etica sociale vorrebbe: ‘a ciascuno il suo’. In nome dell’ equa distribuzione.
Ma se tutto fosse così facile allora il problema non sarebbe mai esistito. E chissà se per qualcuno non sia realmente stato così!
Invece da circa 14 anni i poveri abitanti della terra di nessuno sono costretti a sentirsi il ‘rifiuto’ dei grandi feudatari, che per nobili scopi o per mancanza di responsabilità hanno preferito ignorare il problema piuttosto che risolverlo.
Allora la soluzione, che finora nessuno è stato in grado di trovare, va ricercata con la bacchetta magica della sinergia. Quella proprio non può fallire. E nel castello di ‘Santa Lucia’ – luogo incantato dove si vede solo ciò che si vuol vedere – si sono riuniti i 5 feudatari e il temuto supercommissario -grazie ai suoi incontestabili poteri – per trovare il bandolo della matassa.
A parlare prima di tutti è stata lei, la lady partenopea senza paura e carica d’orgoglio: “il regno di Napoli non si tocca – ha intimato – la densità di abitanti è altissima e creare nuove case (discariche) per ospitare rifiuti in un territorio così fittamente costruito e abitato è impossibile”.
I numeri parlano chiaro: di fronte ai 2.612 abitanti per chilometro quadrati del territorio di Napoli Benevento ne ha 139, Avellino 154, Salerno 218, Caserta 323.
“Mandiamo i rifiuti a vivere da un’altra parte”.
Fosse facile. Ci ha pensato la Rosa partenopea attraverso la sua rubrica pubblicata sul nuovo numero del mensile free press Pocket che:
´Napoli e la sua provincia hanno un´altissima densita´ di abitanti: creare delle discariche in un territorio cosi´ fittamente costruito e abitato e´ pressoche´ impossibile.
Poche parole per scatenare un fremito.
Il regno di Avellino, che vanta la fama di oasi verde, non intende vederla offuscata da una ‘popolazione’ poco gradita. I poveri rifiuti, infatti, umilierebbero la dignità di una terra famosa per i suoi campi verdi e la natura incontaminata.
Allora dove?
… Forse la Reggia di Caserta?
Neanche a dirlo: “Non ci entrerebbero, sono troppi. E poi sarebbero solo una zavorra per gli ampi giardini e le fontane incantate”.
E anche il ‘magico’ regno di Caserta li caccia di casa.
Quasi quasi li mandiamo a Benevento!!!
Ma chissà come potrebbero prenderla i tifosi delle Forche Caudine impegnati in una guerra fredda ben più importante e al centro nelle ultime ore dei riflettori nazionali. Ospitare i rifiuti sarebbe solo l’ennesimo colpo di grazia. Non resta che portarli al mare, nel regno di Salerno, dove l’aria ricca di iodio sarebbe l’ideale per ritemprare gli animi della ‘popolazione pattume’, mortificata dalla perdita della casa e dell’identità.
Ma il re De Luca come la prenderebbe?
Forse la sua risposta sarebbe: “Ci pensavate prima, quando tante volte ho sollecitato le popolazioni e mi hanno assegnato, in cambio, l’appellativo di Cassandra”.
Nulla da fare: per i rifiuti non c’è casa. Nessuno vuole accollarsi un onere tanto delicato e in tutta la storia non arriva nessuna fata turchina in grado di creare un’idonea dimora per il popolo dei non graditi.
Grido unanime: “Ci rifiuti…amo”.
A dirla tutta un piccolo proprietario terriero, proveniente dall’isola irpina, in tempi non sospetti li avrebbe pur presi… se solo non fosse stato esiliato e mandato a far l’eremita con l’unica compagnia del ‘Sole che ride’… e che oggi non gli sorride neanche più.
Insomma, i nomadi del pattume continuano a restare senza casa e mentre c’è chi pensa a donare loro ad ogni costo un’idonea dimora, i popoli scendono in guerra e piuttosto che giocarsi sulla scacchiera dei feudi il diritto alla salute pensano piuttosto a ‘donare’ generosamente ad altri il fardello della responsabilità.
Tra Rose e spine, guardo Napoli e sospiro: “Adda passà a nuttata!”.

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