Rifiuti: oggi e a ferragosto Cdr aperti. Intanto Catenacci ‘attacca’

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Rifiuti: ferragosto alle porte ma, con l’emergenza in corso, giunge almeno una buona notizia. I sei impianti di Cdr campani, infatti, resteranno aperti regolarmente non solo questa mattina ma anche il prossimo 15 agosto. Il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti ha deciso di non interrompere l’attività di conferimento per evitare il ripetersi di nuove situazioni di crisi in un periodo delicato con alcune località della regione particolarmente affollate di turisti. La situazione viene definita attualmente sotto controllo anche in seguito al piano messo a punto dal commissariato stesso per uscire da una situazione di emergenza che si era acuita nelle scorse settimane. A rendere difficile il quadro era stata nelle settimane scorse la chiusura dell’impianto di Cdr di Tufino – l’unico ancora bloccato – decisa dalla magistratura per motivi di sicurezza. Entro la fine del mese, tuttavia, l’Arpac farà conoscere i risultati degli esami di laboratorio effettuati dopo i prelievi di rifiuti nei capannoni di Tufino. Solo in seguito alla ‘codificazione’ di questi rifiuti si potrà eventualmente valutare la riapertura dell’impianto di Tufino. E un grosso passo in avanti verrà dunque fatto. Ma l’emergenza rifiuti resta comunque un nodo irrisolto per una Irpinia che finora ha provato a sperimentare il tutto per tutto pur di uscire dalla situazione di stallo legata al pattume. Per fortuna qualche buona notizia è pur arrivata: nei giorni scorsi, tanto per fare un esempio, è stato finanziato dalla Regione Campania, con un importo di 500mila euro, il progetto di ‘Implementazione dell’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti’. Non solo. Per superare i vincoli commissariali e di solidarietà le tre Province campane di Avellino, Benevento e Salerno unite in un tavolo che ha avuto luogo a Palazzo Caracciolo, hanno stilato una missiva indirizzata al presidente del Consiglio Romano Prodi, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, nella quale “si chiede un incontro urgente teso a risolvere il problema del ciclo integrato dei rifiuti anche mediante impiantistica”. Ma la risposta del commissario Catenacci è giunta aggressiva: “Come possono auspicare l’autonomia se, tranne Benevento, non hanno ancora individuato alcun sito per lke esigenze provinciali di smaltimento? Se questi sono buoni propositi, allora aspettiamo gesti coerenti”. Dunque, da Napoli sembrano attendere null’altro che una prova tangibile della buona volontà. Ma basterà un anno e mezzo, come stabilito dai tre presidenti, per andare a regime? “Siamo pronti da tempo – ha spiegato Alberta De Simone – gli studi tecnici sono già stati effettuati. Abbiamo contatti avviati con una serie di amministrazioni comunali disposte ad ospitare impianti di smaltimento. Tuttavia non realizzeremo alcun inceneritore: solo cogeneratori a basso impatto ambientale”. Risolto il problema dell’impatto ambientale resta tuttavia da vagliare l’impatto sociale che finora ha creato non pochi problemi ad una Irpinia che arranca alla ricerca di soluzioni definitive e non più tampone. Ma è proprio il numero uno di Palazzo Caracciolo a dirsi speranzosa. “I cittadini sono stanchi di vedere il pattume in strada”. L’idea, dunque, resta quella di costruire due piccoli impianti, di diversa natura, tra le tre province. E Napoli è in attesa della prova del nove.

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