Avellino – Rifiuti: meno di due mesi al termine dello stato emergenziale in Campania. A partire dal primo gennaio del nuovo anno (data in cui è stato previsto il definitivo superamento dell’emergenza) la gestione completa del ciclo integrato dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento, diverrà competenza delle costituende società provinciali. Un passaggio che non sarà privo di scossoni.
Anche l’Irpinia dovrà dotarsi di una nuova struttura organizzativa capace di far funzionare al meglio e tempestivamente l’organismo preposto per legge a sovrintendere a tutte le fasi del ciclo dei rifiuti in ambito provinciale. L’architettura ideale della nuova società potrebbe ricalcare i canoni di una holding, di una società madre a capitale interamente pubblico che gestirà nel tempo più consorzi. Previsto anche il successivo coinvolgimento dei Comuni.
In sintesi, dunque, questa è l’indicazione di massima suggerita dal numero uno di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia, e che l’assessore all’ambiente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, ha recepito in pieno: “Allo stato – riferisce Gambacorta – è in atto una discussione all’interno della maggioranza consiliare, aperta alle parti sociali e all’opinione pubblica in generale. L’indicazione di massima che è giunta dal presidente Sibilia è quella prevalente e che sta incontrando il consenso più ampio. Questo in linea generale; non v’è dubbio poi che le scadenze previste saranno rispettate in pieno”.
Ma hanno lasciato il segno le dichiarazioni del vice presidente della Provincia, Giuseppe De Mita, che – sposando anche il pensiero del numero uno degli industriali irpini Silvio Sarno – in una recente intervista ha sottolineato la necessità di aprire la gestione della ‘nuova provinciale’ ai privati. “La loro presenza può rappresentare una leva virtuosa, soprattutto per ciò che concerne uno sviluppo economico ed occupazionale – ha riferito Giuseppe De Mita che ha ricordato – una società interamente pubblica implica, però, un salto di qualità rispetto agli esempi registrati in passato soprattutto in Campania e nel meridione”.
Parole che hanno suscitato l’ira di Vincenzo Petruzziello, segretario della Cgil irpina: “Il ritorno al passato prospettato dal vice presidente De Mita risponde esclusivamente all’interesse dei soggetti privati, di inserirsi ancora una volta nel ciclo dei rifiuti, nonostante gli scarsi e pessimi risultati degli anni trascorsi – ha tuonato l’esponente del sindacato – I soggetti privati operanti in Irpinia nel settore dei rifiuti sono stati spesso un ostacolo alla risoluzione del problema, tanto che nel corso del tempo la loro partecipazione in termini di capitali e di operatività nel settore è andata man mano marginalizzandosi. Non riteniamo che il privato operante in Irpinia, nel settore dei rifiuti, per svariati motivi e non solo per quelli di trasparenza che adduce il vice presidente De Mita, possa essere un valore aggiunto nella gestione del ciclo integrale dei rifiuti. Alla Cgil – ha concluso – resta solo il compito di denunciare quanto sta accadendo e di organizzare azioni di mobilitazione per evitare che l’ennesimo pasticcio, questa volta ideato dal vice presidente De Mita, possa azzerare quanto di buono aveva fatto l’assessore Gambacorta”.
Critiche a Giuseppe De Mita arrivano, in ultima analisi, anche da Pasquale Giuditta: “Credo nella gestione di un soggetto interamente pubblico che operi nell’interesse dei cittadini, dell’intera collettività e non faccia gli interessi di una parte – ha riferito il primo cittadino di Summonte – Mi dispiace che Giuseppe De Mita si sia discostato dalla posizione iniziale di Gambacorta, quella legata alla gestione esclusivamente pubblica, e che si sia avvicinato a Sarno per sostenere, a mio avviso, una posizione non valida. Probabilmente – conclude Giuditta – De Mita non essendo mai stato sindaco, non si rende conto delle difficoltà quotidiane che i Comuni sono costretti a sopportare per la questione rifiuti”.
