Provincia – Una riflessione con l’assessore provinciale all’Ambiente, Bruno Fierro sulle ultime polemiche e discussioni in atto sul caso rifiuti e impianti per la soluzione del problema, diventa l’occasione per fare il punto sulla politica attuata dall’Ente Provincia e le prospettive a medio termine per l’applicazione del regime di autosufficienza affidato all’esecutivo di Palazzo Caracciolo dalla Legge 87/2007.
Dal dibattito emerso sul termovalorizzatore Asi per il trattamento rifiuti industriali e la potenzialità evidenziata a più riprese sul trattamento dell’impianto anche dei rifiuti solidi urbani, qual è la posizione della Provincia?
“Nessuno può impedire nel quadro normativo attuale, se non per valutazioni di sostenibilità ambientale e di ubicazione un impianto di questo genere dedicato ai rifiuti industriali. Ma se questo impianto vuole entrare nel ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani, esiste un doppio ostacolo: non è previsto in nessun piano la localizzazione di questo genere sul territorio provinciale; è in atto in questi giorni , e si completerà entro i primi 15 giorni di ottobre, la discussione sul nuovo piano industriale di gestione rifiuti su base regionale; in nessun momento il Consiglio provinciale ha deciso alcunché sul tema specifico”.
Come riuscirà la Provincia a concretizzare il regime di autosufficienza indicato dalla Legge?
“L’Assessorato e la Commissione Ambiente sono al lavoro per applicare la seguente strategia: separazione raccolta secco dall’umido; realizzazione dell’impiantistica necessaria per la parte umida di cui la Regione è carente; separazione di tutto il secco riciclabile e trattamento nell’impianto dedicato e completato a Montella; riduzione finale prima dell’immissione in discarica del rifiuto non riciclabile. E’ chiaro che l’intera impostazione deve in modo propedeutico, essere preceduta da una indagine tecnico – scientifica di macrozonizzazione dell’impiantistica con la quale individuare i luoghi in cui è possibile, e quelli in cui non è possibile, per installare tutte le infrastrutture necessarie a far funzionare il sistema”.
Questa è la strategia. Quali sono i modi per arrivare al traguardo dell’autosufficienza e della provincializzazione?
“Attraverso la realizzazione dell’impiantistica necessaria con: impianti di trattamento umido; impianti trattamento del secco; isole ecologiche; impianti trattamento finale del secco non riciclabile; discariche per il residuo del trattamento finale non riducibile sul territorio provinciale, oppure attraverso accordi interprovinciali che possano ripartire il carico dell’impiantistica”.
In definitiva, quali le prospettive e gli obiettivi da evidenziare nel dibattito in corso?
“La discussione in atto deve affrontare la complessa problematica in modo globale, non partendo dalla coda, cercando di non nascondere nessun problema e tenendo presente un ragionamento anche economico, in considerazione del fatto che la tariffa si caricherà sui cittadini – utenti. L’invito pertanto, è che il Consiglio Provinciale tenga conto delle globalità dei problemi esposti, e dia indirizzi chiari sugli obiettivi che la Provincia di Avellino si pone scegliendo gli strumenti necessari per raggiungerli”.
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