Rifiuti e Pd: la dura analisi del Laboratorio Democratico

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Il Laboratorio Democratico sofferma la propria attenzione sul Pd e sulla questione rifiuti. Un documento sottoscritto dalla totalità dei suoi componenti che mostra anche una certa durezza di analisi preannunciando la messa in discussione del proprio colore di appartenenza.
Franco Arminio, Luca Battista, Dario Bavaro, Michele Ciasullo, Enzo Luongo, Michele Minieri, Salvatore Ruggiero, Paolo Saggese, Angelo Verderosa, Antonio Vespucci, Franco Archidiacono, Antonio Vella, Arcangelo Lodise, Fiorenzo Iannino, Toni Ricciardi, Giuseppe Iuorio, Antonello Matarazzo, Nino Uva, Alfonso Nannariello, Carmine Prudente, Giovanni Marino, Pietro Brundu, Eugenio Perrotti, Andrea Forgione, Nicola Zarra, Felice Storti, Angelo Cataldo, Sergio Gioia, Paolo Mascilli Migliorini, Federico Verderosa, Antonio Petruzzo, Salvatore Storti, Felice Santoro, Enrico Tecce, Giuliano Minichiello, Fiorella Guerriero, Paolo Battista, Antonio Luongo, Michele Natale, Giovanni Maggino, Enzo Cristallo, Paola Maria Guerriero, Flaviano Oliviero, Alessandra Maddaloni, Gianni Fiorentino, Luigi Famiglietti, Nino Sica, Mario Pagliaro, Antonio Rauzzino, Alevidio Zoena, Gianni Storti, Annarita Colantuono, Valentina Corvigno, Vincenzo Storti, Urbano Todisco, Emiliano Bruno, Luigi Salzarulo, Andrea Romita, Michele D’Onghia, Michele Giammarino, Stefano Farina, Luisa Valvano, Nicola Guarino, Donato Fratianni, Emidio Lepore, Maria Teresa Iarrobino, Teresa Cella dissentono fortemente sul decreto legge sui rifiuti definendolo “inaccettabile sia sotto il profilo etico che dal punto di vista ambientalista. Non rispetta le leggi, non rispetta i luoghi, non rispetta le persone”.
Ma se al governo vengono attribuite tali responsabilità, non si esime dal giudizio la posizione del Pd i cui vertici “fanno finta di niente”. Una durezza ancora maggiore per quanto riguarda la posizione del Pd regionale e perplessità su quello provinciale. “Bassolino ha concordato il decreto con Berlusconi. Ora ci chiediamo cosa pensa il PD provinciale di questo decreto. Ci sono belle persone, oneste e competenti in questo partito irpino, ne siamo convinti, ma rischiano di rimanere invischiate nella melina precongressuale. Non vorremmo che mentre la gente partecipa attivamente alle manifestazioni il partito nuovo sia ancora alle prese con le regole. In questo caso non siamo interessati a partecipare ad alcun congresso e men che mai a votare un partito che pensa solo a se stesso. Non c’è bisogno di ribadire la nostra richiesta di dimissioni rivolta a ‘qualcuno’. Ci basta aver espresso democraticamente il nostro pensiero”.

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