Rifiuti – D’Addesa: “Sull’Irpinia il fallimento di Napoli”

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La realizzazione di due discariche regionali in Irpinia ha il sapore, ormai, di una sorta di “soluzione finale”: è il parere espresso dal presidente del Consiglio provinciale Erminio D’Addesa. Solidale verso territori in cui “è stata pianificata ai vari livelli istituzionali una intesa bipartisan tra il centrodestra ed il centrosinistra”.
“Le discariche di Savignano Irpino – spiega in una nota -, in avanzato stato di realizzazione, e quella individuata nel territorio di Andretta devono servire per depositare i rifiuti di Napoli e della fascia costiera con la conseguente trasformazione dell’Irpinia in un grande immondezzaio a servizio della parte forte della Regione.
Tutto ciò è dovuto all’eterna emergenza rifiuti i cui responsabili sono da individuare nella classe politica napoletana, in primis in Bassolino, ormai ridotto ad maschera tragicomica della politica italiana legatosi al codazzo del governo Berlusconi.
Il fallimento e la sconfitta della classe politica napoletana nella governance dei rifiuti assomiglia sempre più ad una Waterloo del sistema politico campano ed è insopportabile che questa situazione debba pesare sulle zone interne della Regione Campania. Infatti oltre alle due discariche irpine ed al sito di stoccaggio di balle a Pianodardine nel Comune di Avellino è prevista la realizzazione della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.
Bisogna difendere la provincializzazione del sistema rifiuti decisa dalla Provincia di Avellino e pertanto ogni Provincia deve gestire i propri rifiuti altrimenti l’unica alternativa a questo attacco soverchiante che viene dal centralismo regionale e statale è quella di pensare alla costituzione di un’altra Regione, così come previsto dall’art. 132 della Costituzione.
In questo momento i parlamentari nazionali dell’intero arco costituzionale, espressione della Provincia di Avellino, brillano per il loro mutismo e quindi si deve pensare ad una sorta condivisione da parte dei medesimi del disegno messo in campo dal governo nazionale e da quello regionale.
Si ha l’impressione anzi quasi la certezza che, ai vari livelli politico-istituzionali, si sta perpetrando un tradimento ai danni delle aree interne e periferiche della Campania e gli stessi partiti balbettano parole ed esprimono concetti accettabili forse un secolo fa.
La politica si deve rinnovare nel linguaggio, negli interessi e nei comportamenti, altrimenti l’emergenza rifiuti potrà avere gli effetti dirompenti, con le dovute proporzioni, della caduta del muro di Berlino su un sistema Campania. Ed è augurabile che ciò avvenga se non assistiamo al rinnovamento di una classe politica ormai obsoleta”.

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