Rifiuti – Bertolaso avverte: “Discariche o invio l’esercito”

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Napoli – Un quadro a tinte fosche: accezione poco efficace, oggi come oggi, per definire l’aria che si respira in materia di rifiuti. L’ultimatum del commissario straordinario Guido Bertolaso risuona come una vera minaccia, dettata dall’evolversi di una situazione che non ha più soluzioni possibili né può più proseguire sulla lenta ed infruttuosa strada della mediazione. “Riaprite le discariche o sarò costretto ad inviare l’esercito”. Insomma, la Campania, oltre ad un ‘immondezzaio’ rischia di diventare zona militarizzata. A dispetto delle tante alternative promesse e mai trovate il territorio è in ginocchio. E se i toni sono duri è la condizione a richiederlo. Inutile provare a rendere più dolce un boccone amaro. I numeri parlano, i cittadini anche. Oltre un milione di tonnellate di rifiuti accumulati. Tremila e settecento quintali giornalieri impossibili da smaltire. Temperature troppo elevate. Bollino rosso sotto l’aspetto igienico sanitario. Differenziata quasi inesistente: basti pensare che la Campania si attesta intorno al 10 per cento contro il 23 per cento minimo richiesto dalla legge. Tante parole spese e nessun risultato raggiunto. Termovalorizzatori?… No grazie. Ma il diniego ora non è più ammesso. Nessuna sommossa popolare potrà fermare l’irrefrenabile. Il Commissario non accetta più ragioni e dà come ultimatum la fine del mese di maggio, termine ultimo per l’apertura o la riapertura, a seconda dei casi, delle discariche. Da oggi, dunque, Difesa Grande e Località Ischia, che in Irpinia rappresentano il passaggio storico dell’epopea rifiuti, non possono più difendersi con le barricate né con un raziocinio che finora ha condotto a ben poco. Il problema ha acquistato, oramai, una estensione troppo elevata, è finito il tempo di arginare, così come non è più possibile temporeggiare. Il collasso è arrivato. L’ipse dixit di Bertolaso è inamovibile: in casi estremi, estremi rimedi.

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