Una tonnellata di rifiuti incendiata dalla popolazione libera nell’aria una quantità media di quattrocento microgrammi di diossina, ma possono essere raggiunti anche picchi di mille microgrammi della pericolosissima polvere, che inquina l’ambiente e le falde acquifere causando patologie molto severe. E’ necessario intervenire per frenare quanto sta accadendo in Campania. L’allarme parte da Roma e dal presidente della Commisisone parlamentare sui rifiuti Ermete Realacci, che esprime viva preoccupazione nei confronti della situazione rifiuti in Campania, destinata a peggiorare di ora in ora. Potrebbe essere avviata una indagine conoscitiva per verificare se e in che misura l’aria sia stata contaminata dalla diossina, prodotta dopo le centinaia di roghi registrati negli ultimi giorni: solo nell’ultima nottata i vigili del fuoco hanno contato 75 interventi. Sembra che due squadre dei caschi rossi siano state richiamate in servizio per gestire l’emergenza. Il dato drammatico è che la pratica di appiccare il fuoco alla immondizia non riguarda più soltanto il napoletano, ma si sta estendendo anche ad altre zone della regione con l’aggravio delle condizioni ambientali. Intanto questa mattina nuova manifestazione di protesta nella zona di Pianura, nel napoletano, per contrastare la ipotizzata riapertura della locale discarica.
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