Rifiuti – 22 aprile: la lunga notte dell’Irpinia

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22 aprile: una data storica per l’Irpinia dei rifiuti. Il giorno in cui una semplice firma decreta il destino infausto della nostra terra. È bastato un documento ricevuto dal Cosmari di Avellino per sbattere in faccia alla popolazione una dura realtà: l’Irpinia sarà l’immondezzaio della regione.
Uno schiaffo che questa terra proprio non merita. Dilaniata nella propria dignità.
Inizia così una lunga notte di lotta e difesa del territorio. Dopo un intenso summit a Piazza del Popolo, dopo il diniego da parte di De Gennaro di trovare una mediazione, dopo telefonate e continui rifiuti le istituzioni acquistano coscienza: l’unico modo per agire, quando le parole e la diplomazia non bastano più, è il presidio.
E, dismesse le fasce, le istituzioni mostrano il volto che l’Irpinia vuole vedere: quello di semplici cittadini disposti a tutto per difendere la propria terra.
Una situazione letteralmente paradossale. Contesti che vengono più volte ricordati nei testi scolastici e che ancora oggi mostrano la propria attualità. L’ironica ripetizione dei corsi e ricorsi storici che mostrano la fragilità di certezze solo ed elusivamente pubblicizzate.
Vengono contattati i sindaci dei 119 comuni irpini e si organizza la protesta: ‘i mezzi del commissariato non passeranno’.
Una rivoluzione che da Avellino si sposta ai cancelli del Cdr di Pianodardine. A capeggiare i manifestanti la presidente della Provincia Alberta De Simone e il sindaco di Avellino Pino Galasso. Con loro i sindaci di Atripalda, Vallata, Manocalzati, Prata, Pratola, Vallesaccarda, Montefredane, il consigliere Franco Mazza e tanti cittadini pronti a difendere la propria terra da quella che sembra una ingiustizia premeditata.
Una notte lunga in cui nessuno dei presenti ha mostrato segni di cedimento: difesa ad oltranza contro soprusi, prepotenze, garanzie proclamate e promesse non mantenute.
Nessuno deve offendere l’Irpinia. Nessuno. Da Savignano a Pianodardine all’Alta Irpinia nessuno ha il diritto di appropriarsi di una terra che appartiene ai cittadini e a loro soltanto.
Solo alle 7 di questa mattina, dopo il mancato arrivo dei mezzi, le istituzioni si sono spostate in Prefettura per un summit blindato.
La tensione è alta. Ma anche la determinazione. L’Irpinia alza le barricate, chiude le ‘frontiere’ e si prepara ad affrontare un destino che non ha scelto.

IN AGGIORNAMENTO

Ore 7. 30 – La lunga notte è passata. La mobilitazione almeno per ora ha “sventato” l’arrivo dei camion, con circa 42mila tonnellate di rifiuti da destinare al Cdr di Pianodardine. I camion sono stati, almeno queste sono le ultime notizie, dirottati verso Acerra. Notizie ancora con il beneficio dell’inventario. Il Presidente della Provincia, Alberta De Simone con il sindaco di Avellino, Galasso, i primi cittadini dell’hinterland, ad iniziare da Troncone di Montefredane, Laurenzano di Atripalda, il Presidente del Cosmari di Avellino, Spagnuolo, amministratori locali e cittadini sono stati tutta la notte “accampati” per fermare quello che viene definito “il tradimento degli accordi” del Commissario De Gennaro. Alle 11.00 sarà importante la riunione fissata in Prefettura con il Prefetto Blasco e tanti primi cittadini per verificare le ulteriori mosse della delicata situazione dei rifiuti campani da sversare in Irpinia.

IN AGGIORNAMENTO
Ore 3.20 – Sono fermi da ieri sera, davanti ai cancelli del Cdr di Pianodardine, i sindaci dei paesi della Valle del Sabato, per protestare civilmente contro l’arrivo previsto nelle prime ore dell’alba di circa 50 tonnellate di ecoballe. Insieme al Presidente della Provincia, Alberta De Simone, il sindaco della città capoluogo, Galasso, ci sono i primi cittadini di Montefredane, Atripalda, la gente del posto, consiglieri comunali e provinciali.

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