Riciclaggio di auto rubata e falsa denuncia: condannato Carlo Dello Russo

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MERCOGLIANO- Una condanna a quattro anni e due mesi di reclusione per Carlo Dello Russo, l’ esponente di primo piano del Nuovo Clan Partenio in carcere dall’ottobre del 2019, insieme al gotha del gruppo criminale (condannato a luglio per il ruolo di dirigente organizzatore del sodalizio) . Stavolta pero’ le accuse non sono riferite a fatti di criminalita’ organizzata. Dello Russo e’ stato riconosciuto colpevole di una parte dei reati collegati alla vicenda di due vetture, una delle quali rubata, per cui era stata tentata da un altro coimputato anche l’immatricolazione. I reati contestati al cinquantunenne di Mercogliano, andavano dal tentato riciclaggio della vettura vettura rubata alla soppressione, distruzione e occultamento di atti veri (le targhe e i documenti della vettura rubata), al tentativo di indurre a compiere falsita’ materiale da parte di un pubblico ufficiale in atti pubblici ( per cui e stato mandato assolto) e al riciclaggio di documentazione di un’altra vettura per cui lo stesso Dello Russo avrebbe anche sporto una falsa denuncia presso la stazione dei Carabinieri di Mirabella Eclano (per cui e’ stato condannato) . Le indagini coordinate dalla Procura di Avellino, il pm Fabio Massimo Del Mauro, sono state condotte dalla Polizia Stradale di Avellino. Davanti al Tribunale collegiale di Avellino presieduto dal giudice Lucio Galeota, il pm Antonella Salvatore aveva invocato una condanna a cinque anni e sei mesi per Dello Russo e per il suo coimputato, S.M, classe 72 di Pellezzano, difeso dall’avvocato Gregorio Sorrento, coimputato di Dello Russo, che è stato mandato assolto insieme a Dello Russo per la prima vicenda contestata . I fatti sono avvenuti tra marzo e maggio del 2019. Proprio a marzo del 2019 secondo l’ipotesi accusatoria lo stesso S.M avrebbe tentato di immatricolare con una targa francese una vettura rubata quattro anni prima (nel 2015) a cui però era stato alterato il numero di telaio. Un piano fallito però grazie alla Banca Dati della Motorizzazione che il 7 marzo del 2019 aveva respinto la richieste. Cosi oltre all’accusa di tentato riciclaggio per la stessa condotta era stato contestato anche il reato di distruzione di targa e di documentazione della stessa vettura e di falso per la richiesta inoltrata alla Motorizzazione. Per questo capo di imputazione e’ stata decisa l’assoluzione. La seconda vicenda riguarda la falsa denuncia presentata sempre nel 2019 ai Carabinieri da parte di Dello Russo, che avrebbe smarrito la documentazione di un’altra vettura, targa e carta di circolazione, che secondo l’ipotesi dell’accusa sarebbe stata utilizzata invece per la vettura rubata e nascondere la sua illecita provenienza. La difesa di Dello Russo, l’avvocato Claudio Mauriello, aveva invece rimarcato come entrambe le vetture fossero state in realtà acquistate dal cinquantunenne e che nell’ipotesi di una consapevolezza della illecita provenienza della vettura, non ci sarebbe stata una denuncia sporta personalmente dallo stesso imputato. Argomenti che la difesa produrra’ verosimilmente in secondo grado, dopo le motivazioni della sentenza, sarebbe gia’ pronta ad impugnare il verdetto del Tribunale di Avellino.