Riapre l’Fma – Zaolino(Fim-Cisl): “Pressare l’azienda dall’interno”

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Pratola Serra – L’ Fma riapre i cancelli. Per gli operai irpini una nuova ‘parentesi’ di lavoro. Poi, ancora una volta, sarà il tempo dell’incertezza. I primi a ritornare al lavoro, domani e dopodomani, saranno gli addetti alla produzione, meno del 50% dell’organico complessivo. Quindi toccherà all’altra metà, nella giornata di domenica, mentre per il plenum dello stabilimento, montaggio compreso, si dovrà attendere il 2 settembre con un nuovo stop generale previsto per il 9. Scontato il malcontento tra gli operai. Secondo alcuni, con buona probabilità, sarà disattesa la promessa di poter lavorare almeno per due settimane nel mese di settembre. Per molti è l’ennesima beffa.

Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fim-Cisl, condivide quest’impostazione?
“Ragionare in questo modo è parziale. Non è possibile fare previsioni A me sembra, infatti, che ogni mese che trascorre vengano fuori novità in negativo. Se confrontiamo le vendite di automobili del mese di luglio rispetto al mese di giugno ci rendiamo conto che si è verificato un crollo nelle vendite pari al 30%. E’ chiaro, allora, che se non si vendono le automobili non è possibile produrre i motori. Nemmeno gli economisti più in gamba sono in grado di farne di attendibili. “

Qual è allora la strategia del sindacato?
“A mio avviso è il caso di agire dall’interno. Bisogna operare in fabbrica un pressing asfissiante nei riguardi della direzione aziendale per ottenere quelle informazioni che possano far uscire allo scoperto la verità e comprendere quale sia realmente il Piano industriale della Fiat per l’Fma. In particolare dobbiamo sapere con certezza se nei nostri stabilimenti, accanto alla produzione dei motori che già produciamo, saranno effettivamente realizzati i nuovi motori euro 6 oltre a quelli americani della Chrysler ed ai “Valdisangro” per i veicoli da lavoro. E’ necessario, insomma, ottenere un incontro interno con il dirigente Alfarano e capire se, dopo 24 mesi di sacrifici, possiamo sperare in qualcosa di positivo o dobbiamo aspettarci sorprese entro il prossimo novembre. In questo senso il Consiglio di fabbrica deve avere una posizione unitaria e decisa. A nulla, infatti, sono valsi i tavoli istituzionali e gli incontri degli esterni degli ultimi mesi. E’ più che evidente che la Provincia non ha nulla in mano per ottenere riscontri.”

Alla luce della situazione attuale crede sia giusto accettare una compressione dei diritti degli operai pur di scongiurare le delocalizzazioni?
“Credo si debba ripartire dall’essenzialità. Il primo diritto di un lavoratore infatti è quello di avere un lavoro. Altrimenti è come avere una Costituzione senza l’articolo 1, che è la madre di tutti i diritti. Certo, dobbiamo difenderli, ma mentre ci attardiamo sull’argomento c’è qualcuno che può decidere di spostare la produzione e togliere il lavoro a 2000 persone per l’ingovernabilità di una fabbrica. E questo non deve accadere. Marchionne sta facendo un’operazione che mette interi stabilimenti in competizione tra loro. Per questo dobbiamo raccogliere e rilanciare la sfida all’Fma. Lo stabilimento di Pratola Serra, produce infatti con un’efficienza pari al 100%. Dobbiamo convincere allora i vertici Fiat che investire in Irpinia è conveniente sia per il tasso “giapponese” di assenteismo( 2% rispetto alla media del 6%), sia per l’alta scolarizzazione dei nostri operai. La nostra è una situazione del tutto diversa rispetto a fabbriche come quella di Pomigliano. ”.

Ed infine veniamo al caso “Melfi”. Nonostante una sentenza del Tribunale del Lavoro, la Fiat non procede al reintegro effettivo sul posto di lavoro dei tre operai licenziati per aver scioperato. Qual è il suo pensiero in merito?
“Credo che i lavoratori abbiano ragione. E’ evidente che la posizione della Fiat è strumentale. Non fa bene a nessuno estremizzare certe posizioni, magari per costruire precedenti da portare altrove. Mi schiero decisamente dalla parte degli operai che con fermezza hanno esercitato un loro diritto costituzionale. Per contro, mi pare che la Fiat si sia attirata il biasimo dell’opinione pubblica. Credo che abbia fatto benissimo, allora, il Presidente Napolitano ad intervenire in maniera illuminata con un contributo inusuale per la carica che riveste.”
( di Flavio Coppola)

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