Matteo Renzi ha giurato nelle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E’ il ventisettesimo Presidente del Consiglio dal dopoguerra. Il governo è ora nella pienezza dei poteri. Anche se, per essere pienamente legittimato, come previsto dalla Costituzione, dovrà ottenere la fiducia dalla Camera e dal Senato. Dopo il capo del governo hanno giurato tutti gli altri ministri, tranne il responsabile dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sta rientrando dall’Australia. A seguire strette di mano, foto di rito, auguri e un breve brindisi. Poi tutti a lavoro. Al giuramento al Quirinale erano presenti, in qualità di testimoni, il segretario generale della Presidenza della Repubblica, consigliere di Stato Donato Marra, e il consigliere militare del Presidente della Repubblica, generale Rolando Mosca Moschini. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoan presterà giuramento successivamente nelle mani del Capo dello Stato.Gelo al passaggio di consegneLetta e Renzi, come sempre fatto dai loro predecessori, si sono stretti la mano mentre il suono di una campanella ha sancito il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo premier. Tutti hanno notato l’estrema freddezza di Letta, in uno scambio di consegne rapidissimo e gelido.
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