Regione – Il Consiglio regionale della Campania ha approvato la Legge relativa alla ‘Disciplina della raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo e tutela degli ecosistemi tartufigeni’. Un provvedimento pubblicato sul Bollettino Ufficiale (Burc) che rappresenta non solo un adeguamento alla normativa nazionale vigente ma un vero salto in avanti per tutte quelle zone irpine – in particolar modo Bagnoli, rinomata per il cosiddetto bulbo nero – interessate dalla presenza dei tartufi e soprattutto coinvolte in una nuova regolamentazione che da tempo veniva richiesta. La Legge, infatti, è stata emanata allo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio tartuficolo campano, disciplinare sul territorio regionale, la raccolta, la coltivazione, la conservazione e la commercializzazione dei tartufi nonché tutelare l’ambiente naturale in cui essi si riproducono. Con l’entrata in vigore della nuova normativa, molti sono i settori sottoposti ad una disciplina completamente rinnovata. Secondo la legge, infatti, “… la raccolta dei tartufi è libera nei boschi naturali e nei terreni non coltivati nel rispetto delle modalità e dei limiti stabiliti con la legge; per tartufaia naturale si intende qualsiasi formazione vegetale di origine naturale che produce spontaneamente tartufi mentre con l’accezione ‘controllata’ si intende la tartufaia naturale sottoposta a miglioramenti ed eventualmente incrementata con la messa a dimora di un congruo numero di piante tartufigene. Per tartufaia coltivata, infine, si intende un impianto specializzato, realizzato ex novo con piante tartufigene e sottoposto ad appropriate cure colturali. Nelle aree rimboschite o imboschite, diverse dalle tartufaie controllate o coltivate, la raccolta dei tartufi è consentita dopo otto anni dalla data del rimboschimento. I consorzi volontari per la difesa, la raccolta e la commercializzazione del tartufo devono essere costituiti con atto pubblico”. Oltre alla raccolta la nuova disciplina riguarda anche il riconoscimento delle tartufaie: “Le province, su richiesta di coloro che ne hanno titolo, rilasciano l’attestazione di riconoscimento delle tartufaie controllate o coltivate, a seguito del parere della competente commissione tecnica provinciale per la tutela del tartufo. Il riconoscimento delle tartufaie controllate ha validità quinquennale ed è rinnovabile, previo parere da parte della commissione tecnica provinciale”. Infine vengono disciplinate anche le modalità di ricerca e raccolta: “La ricerca e la raccolta dei tartufi sono effettuate in modo da non arrecare danno alle tartufaie. La ricerca dei tartufi è effettuata solo con l’ausilio del cane a ciò addestrato. Ogni raccoglitore, detto anche cercatore, non può utilizzare contemporaneamente più di due cani e un cucciolo di età non superiore a dieci mesi. Per la raccolta dei tartufi è impiegato esclusivamente il vanghetto con l’ausilio eventuale per lo scavo tra le pietre di piccole zappe”.
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