Regione – Ronghi attacca la D’Amelio ed elenca nomi e incarichi

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Regione – Il gruppo regionale di Alleanza Nazionale chiede le dimissioni dell’assessore alle Politiche Sociali e al Demanio e Patrimonio, Rosa D’Amelio, “…perché i beni del patrimonio Quintieri, destinati ai ragazzi non vedenti dell’istituto Colosimo, sono quasi del tutto ‘spariti’, tanto che molti di essi non compaiono nell’inventario pubblicato sul Burc del 17 agosto scorso” e “…per la sfacciata gestione clientelare delle nomine, delle consulenze e delle assunzioni effettuate nella S.a.u.i.e. s.r.l., la società regionale costituita per la gestione di questi beni”. E’ quanto reso noto, nel corso di una conferenza stampa, dal consigliere regionale di An e vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Ronghi, che lunedì mattina consegnerà un corposo dossier alla Procura della Repubblica. Ronghi, già promotore di una serie di iniziative a favore dei ragazzi non vedenti del Colosimo, nei giorni scorsi, ha denunciato la ‘punta dell’iceberg’ dello ‘scandalo’ della gestione del beni del patrimonio Quintieri: la ‘scomparsa’ di un quadro di Rembrandt facente parte del patrimonio che il nobile calabrese Giovanni Paolo Quintieri donò nel 1970 agli sfortunati ragazzi del Colosimo. A questo proposito, l’esponente di An ha replicato alle affermazioni dell’assessore D’Amelio, secondo la quale l’opera d’arte scomparsa sarebbe, in realtà, una copia conservata presso il caveau del Consiglio regionale: “L’Autoritratto di Rembrandt, cui ha fatto riferimento la D’Amelio, non corrisponde al quadro dell’artista facente parte del patrimonio Quintieri e misteriosamente scomparso”– ha spiegato Ronghi. “I beni del patrimonio Quintieri composti da tenute nelle Marche, nel Lazio e in Calabria, immobili e mobili, furono inventariati nel 1995 su iniziativa del Presidente della Regione Rastrelli. – ha proseguito Ronghi – Un patrimonio immenso, valutato allora cinquecento miliardi di lire, tra cui figuravano Villa Carolei, nella provincia di Cosenza, e i beni mobili in essa contenuti, tra cui quadri e stampe di grande valore, pezzi di antiquariato, lampadari di murano, argenteria, armi antiche. Molti di questi beni erano custoditi in due grandi stanze presso l’istituto Colosimo, a Santa Maria degli Scalzi, a Napoli. L’aspetto oscuro della gestione di questi beni da parte della Regione emerge chiaramente dal fatto che, dall’inventario pubblicato sul Burc il 17 agosto scorso, risulta che essi sono quasi dimezzati e non compaiono nell’elenco, ad esempio, il quadro di Rembrandt, le armi antiche e due candelabri di argento massiccio. Inoltre, basta recarsi presso l’istituto Colosimo per verificare che le due grandi stanze colme di beni sono quasi vacanti e ho fondati motivi per credere che questo tesoro sia stato sottratto e sia finito in appartamenti e uffici privati”. “Nel 2002 – ha aggiunto Ronghi – gli eredi del nobile Quintieri hanno intentato una causa contro la Regione Campania per chiedere la restituzione dei beni perché non è stata rispettata la volontà testamentaria e di tanto, inspiegabilmente, non vi è menzione nel conto patrimoniale 2006”. Lo scandalo della gestione dei beni destinati ai ragazzi non vedenti – ha aggiunto Ronghi – prosegue, poi, con le nomine dei componenti del consiglio di amministrazione, delle consulenze e delle assunzioni. Con documenti alla mano, l’esponente di Alleanza Nazionale ha, elencato i nomi e le cariche conferite: “Raffaele Giovanni Carfagna, proveniente dall’Alta Irpinia, insegnante comandato presso la segreteria della D’Amelio come responsabile della segreteria, nominato presidente del c.d.a. della Sauie; Gianvito Gialanella, anch’egli in quota Ds e dell’Alta irpinia ( cognato di Luigi Anzalone ,ndr.) e Roberta Frangipani, nominati componenti del c.d.a. della Sauie; e, ancora: Patrizia Ricciardi, moglie del segretario dei Ds di Avellino, Gerardo Adiglietti (la nomina avvenne ai “tempi” dell’assessorato Anzalone,ndr.), nominata direttore generale; Giuseppe Di Carlo, Domenico Montano e Mario Di Capua, assunti dalla società e tutti provenienti da Calitri e da Lioni; e, infine, tre consulenze attribuite, tra gli altri, a Bruno Malerba, per la gestione agricola dei beni Quintieri, Italio Iorio e Anastasia Giglio, dell’avellinese e componente del precedente consiglio di amministrazione, nonché Adriana Di Martino, di Lioni , componente effettiva del collegio sindacale e amministratore unico di una società “Dialisi Alta irpinia” operante in Calitri Avellino. Un altro capitolo di questa vicenda, che sarà oggetto di una prossima conferenza stampa, riguarderà le tenute dei Quintieri nelle Marche, nel Lazio e in Calabria, “le quali, stranamente, non producono molto in termini prodotti agricoli e vinicoli, come fossero colpite da una sventura climatica” – ha ironizzato Ronghi. “Chiediamo chiarezza all’assessore D’Amelio. – ha concluso Ronghi – E’ gravissimo, infatti, sia sul piano della legalità che della moralità, che si possano consentire speculazioni sulla pelle di fasce deboli della popolazione particolarmente vulnerabili, come i non vedenti”. Questo l’intervento di Ronghi. Restiamo in attesa del chiarimento dell’Assessore D’Amelio che sulla vicenda viene pesantemente tirata in ballo: ma sul caso della donazione, tra affitti, cda, nomine ed altro è probabile che le polemiche suscitate dall’intervento di Ronghi aprono uno squarcio importante sui beni di proprietà regionale, che come è noto hanno origini lontane considerato che da oltre quindici anni si parla dell’argomento del Colosimo.

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