Regione, Provincia, Comune, Ato: Gargani scaglia frecce avvelenate

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Un futuro tragico, una storia politica senza precedenti, un rispetto delle Istituzioni e delle sentenze che “non esiste”. Una situazione di “non governo” che paralizza l’Irpinia. L’europarlamentare di Forza Italia Giuseppe Gargani senza mezzi termini dice la sua. Lo fa senza giri di parole, come è nel suo stile. E’ preoccupato per “questo sperpetuo”.
Per nulla stupito rispetto ad una coalizione che è tale “solo a parole”. E’ amareggiato per una “irresponsabilità politica” che ad oggi non ha ancora portato allo scioglimento dell’amministrazione provinciale e non solo.
“La vedo tragica perché dal 1998 dico che la coalizione di centrosinistra non esiste né a Napoli, né a Salerno, né ad Avellino… A Napoli esiste la sinistra e in qualche modo Bassolino governa. A Salerno vince il populismo anomalo di De Luca. In provincia c’è la pretesa del centro di governare la sinistra e non c’è stabilità. Ad Avellino non può esistere un governo per le ragioni che vedono l’accondiscendenza della Margherita che senza avere niente, ha accettato le condizioni. C’è uno sperpetuo che potrà durare anni”.
Un centrosinistra apparso in difficoltà alle prese con la ricomposizione dei cocci: si ricompatta ma fino ad un certo punto a Palazzo Caracciolo, invoca la mediazione a Piazza del Popolo e confida nella conferenza programmatica. Chiaro il suo giudizio sull’intesa “fantasma”, se dovesse darne uno sulla presidente della Provincia Alberta De Simone e sul primo cittadino di Avellino Giuseppe Galasso, quale sarebbe?
“La De Simone è brava, li tiene in smacco. Lei gioca e domina ma non governa. Tant’è che la Provincia è paralizzata. Al Comune non esiste proprio niente. La città è governata come nel ’48 si governavano i piccoli comuni. E’ di ordinaria amministrazione. Mancino proprio per questo è andato via. Capiva che non poteva essere coinvolto in un’amministrazione del genere. Ha dato altre spiegazioni, ma la vera è questa”. Il massimo esponente degli azzurri non risparmia nessuno, tantomeno le più alte cariche dello Stato.
“A proposito di moralità, si assiste ad un candore senza precedenti. Non ci capisco niente. Questo Mario Pepe, Clemente MastellaPasquale Giuditta diventato deputato che non prende atto di una sentenza del Consiglio di Stato. E’ vergognoso. Ariano ha vinto la sua battaglia (Ato, ndr) e viene convocato il Consiglio di amministrazione come se nulla fosse. Non c’è precedente rispetto al basso livello delle Istituzioni”. Accuse a raffica e affondi che travolgono “l’alleanza che non c’è”. Ma… la Casa delle Libertà non sta a guardare. Dinanzi ad uno spettacolo “indecoroso”, l’alternativa: “un’aggregazione di tutte le anime del Ppe che tenga insieme un’unica grande alleanza moderata. Spiegheremo ai cittadini che il governo provinciale non c’è e che pensiamo di fare un’operazione di sostituzione. Un’aggregazione molto forte al centro. Il tutto per la creazione di un grande partito moderato”. Tra frecce avvelenate, parole dure e ammonimenti l’on. Gargani non dimentica nemmeno per un istante una sottolineatura da un nome ed un cognome ormai fin troppo noti: Difesa Grande e il Tricolle “martoriato”. “Lì nessuna discarica altrimenti ci mobiliteremo in massa”. (di Teresa Lombardo)

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