Napoli – Patrimonio Quintieri: storia di case regalate, quadri scomparsi e bilanci in rosso? Una storia che, tra le aule di Palazzo Santa Lucia, si è districata in intrecci poco chiari e situazioni sospese. E intanto la Commissione Bilancio, presieduta da Nicola Marrazzo ha approfondito la delicata questione ascoltando l’assessore regionale con delega al Demanio Rosa D’Amelio che ha precisato come, per alcune questioni più delicate, sia necessario chiarire in sede giudiziaria. “Fino al 2006 – ha spiegato l’esponente irpino della giunta – la società che gestisce il patrimonio regionale (Sauie) presentava numerose carenze organizzative ed ha fatto registrare ritardi nell’espletamento di alcune funzioni”. Una ‘singolarità’ confermata anche dal consigliere della Margherita Luigi Anzalone, in passato assessore regionale, che ha evidenziato come “…fino a qualche anno fa lo stesso Demanio era gestito a mò di self service”. Il patrimonio del barone calabrese, lasciato in eredità ad un istituto per non vedenti, il Colosimo, una volta passato nelle mani della Regione è diventato ‘vittima’ di una sorta di circolo vizioso aggravato da lacune e vuoti inspiegabili. Oltre alla scomparsa di alcuni pezzi di ingente valore, infatti, si brancola nel buio anche per quanto riguarda altri accadimenti. Come la locazione degli appartamenti ai Parioli, avvolti da vari interrogativi: come erano gestiti? Chi ne ha stabilito il canone? A chi erano stati dati in locazione? La risposta appare ovvia: gli immobili erano a disposizione – con il corrispettivo di un canone irrisorio – di molti parlamentari che a partire dal 2002 hanno subito un aumento del prezzo. Disposizione dettata peraltro in sede regionale dall’allora assessore al Bilancio Anzalone. Un valore, inoltre, che subirà ulteriori variazioni al rialzo e che ha portato alla disdetta di molti affitti. In termini più ‘popolari’ e meno tecnici: la Regione avrebbe dovuto utilizzare il patrimonio per scopi benefici a favore dell’Istituto Colosimo, invece ha affittato case a prezzi bassi perdendo gran parte del capitale a propria disposizione, finito non si sa dove. E non solo. “Le tenute agricole – ha spiegato la D’Amelio, che dal suo insediamento si è attivamente interessata alla delicata situazione, in una relazione – vedevano compromesso il proprio equilibrio sino a causare danni notevoli. (…) E nulla è stato fatto dalla Sauie in merito alle urgenti attività aziendali”. Intanto la Sauie presenterà una relazione alla Procura avente ad oggetto le incongruità registrate nella vecchia gestione (attualmente riorganizzata) mentre la Commissione Bilancio si riunirà tra due settimane per fare in modo di aprire un confronto sull’argomento in seduta d’assise.
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