Regione – Passaggio di consegne tra Bassolino e Caldoro

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Napoli – Un passaggio di consegne all’insegna del fair play. Si è concluso ufficialmente l’iter che portava all’elezione del nuovo presidente dalla Regione Campania Stefano Caldoro.
“Al neo presidente e ai nuovi consiglieri eletti va il mio saluto più cordiale e l’augurio di buon lavoro. I miei auguri sono veri e convinti perché per me il bene delle istituzioni e della comunità viene prima di ogni legittimo interesse di parte”. Ha commentato così l’ex Governatore Antonio Bassolino il cambio alla guida dell’Ente Regione.

L’ex Ministro di Berlusconi e il massimo esponente del centrosinistra campano si sono incontrati nella stanza del presidente facendo entrare solo fotografi e teleoperatori. Le parole dell’uno e dell’altro sono state improntate alla massima correttezza istituzionale. Al punto che lo stesso Caldoro, entrando in sala giunta quando Bassolino era già andato via, ha puntualizzato che il passaggio di consegne appena espletato era una formalità e che non era prevista una vera e propria conferenza stampa. E a chi gli chiedeva se nella formazione del nuovo esecutivo regionale ci possano essere ripercussioni delle divergenze sorte nei giorni scorsi all’interno del PdL per la presa di posizione di Gianfranco Fini, Caldoro ha replicato: “Nel corso di un lungo e proficuo incontro con il presidente Berlusconi abbiamo parlato solo del piano Sud e dei problemi della regione Campania”.

E adesso che ne sarà di Bassolino? “Continuerò a fare politica – risponde – avendo più opportunità per leggere, studiare di più, riflettere e scrivere di più, e per fare politica fuori dalla istituzione nella quale sono stato per tanto tempo. In altri modi, cercherò di dare il mio contributo alla battaglia per il Mezzogiorno che è una grande battaglia nazionale”. A Caldoro nessun consiglio: “Continueremo a vederci nelle occasioni pubbliche – dice – e quando riterremo di farlo. Quello che potrò fare nell’interesse della Campania e dei cittadini continuerò a farlo. Il mio augurio – conclude prima di lasciare l’edificio – è che si faccia bene, perché più si lavora in una gara in positivo per chi fa meglio, e meglio è nell’interesse di tutti. Così ragiono, e così ho sempre fatto col mio senso dello Stato e delle istituzioni. L’ho fatto in questi anni, continuerò a farlo da semplice cittadino”.

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