“Alleanza Nazionale: un’opposizione di contrasto e di proposta”. E’ questa la sintesi della conferenza stampa indetta dal gruppo regionale di An, per fare il bilancio della propria attività in questo primo scorcio di legislatura. “Se, da un lato, 5 delle 27 leggi approvate dal consiglio Regionale e 28 delle 116 proposte di legge in attesa dell’approvazione consiliare, portano la firma dei consiglieri regionali alleanzini, dall’altro, è stato proprio lo sguardo vigile dei rappresentanti della destra campana che, mentre ha impedito l’ulteriore degenerazione in termini clientelari e di sperperi dell’azione politica di una maggioranza che spesso per portare a termine i propri disegni ha anche preferito sfuggire il dialogo. Ad An va ascritto anche il merito, grazie alla determinazione del vice presidente del Consiglio Salvatore Ronghi, di aver riportato la legalità nell’ambito della gestione del Consiglio regionale. E su questa strada intendiamo andare avanti anche per il futuro”. Non poteva mancare, ovviamente, in questa occasione, una riflessione su una questione che in questi giorni rappresenta il leit motiv di tutte le discussioni nell’ambito del Consiglio regionale: quella relativa alla rivisitazione del patto istituzionale e la cancellazione della figura del capo della opposizione. “Ebbene – hanno sostenuto D’Ercole e Ronghi – noi possiamo anche essere d’accordo su entrambi gli aspetti della questione, ma prima di cominciare a discuterne è necessario che tutti i componenti dell’ufficio di presidenza, a cominciare dalla presidente Lonardo, si dimettano, perché la loro nomina, a suo tempo, fu proprio il frutto di quel patto che si vuole cancellare. Si tratta, insomma, di un argomento che va affrontato a bocce ferme. E discorso analogo vale a proposito della proposta di riduzione del numero delle commissioni speciali. La maggioranza non può pensare di poter decidere da sola, sulle cose che riguardano l’attività dell’intero consiglio. Non glielo consentiremo”. Spunti anche dallo Statuto: “Sia chiaro che non ne consentiremo l’approvazione, senza prima aver approvato la legge elettorale. Sono due norme che devono camminare assieme”.
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