Air: una squadra formato “USA”

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Sarà una Scandone che vestirà la bandiera a stelle e strisce quella che la prossima stagione sarà allenata da Gigio Gresta. Dei quattro giocatori messi sotto contratto dal responsabile dell’area tecnica, tre provengono dagli Stati Uniti. Un playmaker, una guardia e un’ala forte in attesa dell’ arrivo del “big-man”. Anche il pivot della squadra avellinese sarà con ogni probabilità americano. Si sta cercando di capire adesso che tipo di giocatore prendere se un lungo che sia solo interno o che sappia giocare in determinate circostanze anche lontano da canestro, un 4/5 sarebbe forse più gradito. Il tutto dipenderà da cosa offrirà il mercato, dal numero dei giocatori che completeranno il roster, da chi sarà il cambio del pivot. Nelle ultime settimane si è fatta sempre più insistente la voce di un interessamento per Maioli. Il pivot reggiano, lo scorso anno a Ferrara, non ha però il via libera dalla società emiliana, decisa a trattenerlo. Se non si dovesse trovare l’accordo con la Bipop, potrebbe tornare buono per la Scandone Max Monti. I due andrebbero bene perché sono italiani e risolverebbero il problema degli atleti di casa nostra a referto. Sanfilippo però prima di prendere una decisione a riguardo firmerà il “5” titolare. Per completare il quintetto si aspetta il sì di Mutombo. L’atleta congolese sembrerebbe essere il prescelto dalla società e dall’allenatore per ricoprire il ruolo di ala piccola titolare. La Scandone comincia a delinearsi. Per come sta nascendo, questa squadra è molto simile a quella della stagione 2001-2002. Anche allora c’erano tanti americani, bravi ragazzi, tutti dotati di grande talento, alcuni dei quali molto belli da vedere ma poco concreti come Jamal Robinson. Forse l’unico vero problema per Gresta sarà quello di farli giocare insieme. I tre che finora sono stati messi sotto contratto sono giocatori che amano avere la palla tra le mani, dotati di un grande talento offensivo, capaci di trovare in diversi modi la via del canestro. Sarà quindi importante dare all’organico un ottimo gioco di squadra. Quello che potrà avere maggiori difficoltà inizialmente è l’ultimo acquisto. “Avrà bisogno di imparare al più presto i movimenti di partenza”. Così Gresta presentando il giocatore. La guardia statunitense non avendo esperienza italiana come gli altri due “colored”, forse ci metterà un po’ di più ad entrare nel gioco e nei meccanismi di una squadra europea. Lo scorso anno Young, tanto per fare un esempio, in particolare all’inizio giocava un po’ troppo da solo. La palla si fermava troppo nelle sue mani, non dando continuità al gioco d’attacco della sua squadra, finendo per non trovare tiri ad alta percentuale. Molti dei giocatori USA alla prima esperienza europea, abituati ad un sistema di gioco che prevede tanti isolamenti ed uno contro uno, vengono in Europa e trovano un sistema diverso nel quale hanno difficoltà ad integrarsi. Di sicuro Darby, Curry e Capel sono giocatori di spicco, in grado di fare la differenza, si spera possano prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà. (di Giovanni La Rosa)

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