Regione Campania, impignorabilità fondi Asl: casse a rischio default

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Napoli – La Regione Campania rischia di affondare sotto il peso dei creditori. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima l’impignorabilità dei fondi delle Aziende Sanitarie Locali, esponendo le casse dell’ente alle azioni esecutive intraprese dai fornitori di beni e servizi.

E’ accaduto, infatti, che una legge del 2010, abbia blindato per tre anni i fondi della sanità pubblica, mettendoli al riparo da eventuali richieste “risarcitorie” da parte di strutture e centri accreditati alle prese con crediti mai saldati da parte di Asl e aziende sanitarie. Un vero e proprio obbrobrio giuridico che ha negato, di fatto, ai creditori, il diritto di potersi rivalere nei confronti dei debitori, anche in presenza di sentenze passate in giudicato. E che ora la Suprema Corte, in sintonia con la legislazione europea, ha provveduto a sanare.

A lanciare l’allarme è stato, per primo, il sen. Vincenzo D’Anna (PdL), presidente nazionale di FederLab Italia, l’associazione dei laboratoristi d’analisi, che da mesi sta pigiando il tasto sulla necessità, da parte del Grattacielo del Centro Direzionale, di onorare le pendenze rimaste in sospeso, saldando i debiti contratti con i primi attori della sanità privata accreditata. “Stante il fatto che in Campania, nei tre anni di vigenza dell’impignorabilità, non si è voluta, o saputa, trovare un’intesa con i creditori, ancorché questi fossero titolari di decreti ingiuntivi esecutivi, è facile prevedere l’esazione in massa dei crediti vantati da questi ultimi”, ha spiegato l’esponente parlamentare.

“Chi pagherà ora per i danni erariali derivanti dal pagamento delle spese legali, degli interessi di mora e di quelli ordinari dovuti ai creditori – si è interrogato il leader dei laboratoristi – non è ancora chiaro”.
“Temo però – ha concluso D’Anna – che la burocrazia e la politica, finora rivelatesi sorde e indifferenti, non pagheranno al posto di Pantalone, ovvero degli ignari cittadini”.

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