Regione – Bilancio: le riflessioni di Pirozzi

26 Dicembre 2005

“E’ stato approvato il Bilancio della Regione Campania con prese di posizione che sono servite più a colpire la collettività che a farne gli interessi, con spostamento e nuove risorse al settore sanitario”. Questo il parere espresso dall’ex segretario regionale della Cgil Raffaele Pirozzi che continua: “Gli stessi investimenti produttivi sono scarsi, molto scarsi, ma tutto è piegato alle esigenze del servizio sanitario che non incontra, purtroppo, il favore degli utenti. Intendo porre alle forze politiche, ai Sindacati ed alle istituzioni una semplice domanda: i sacrifici che stanno facendo i lavoratori, i pensionati ed i cittadini campani servono a risanare e a rendere efficiente il settore sanitario o sono dei ‘pannicelli caldi’ che servono a ben poco? Anche perché ci troviamo di fronte ad un bilancio di una regione che non segue la ‘normalità amministrativa’ bensì ha sempre inseguito le ‘emergenze’ come metodo di governo. Lo stesso bilancio approvato non è accompagnato, come hanno sottolineato i ‘revisori dei Conti’, da quello delle aziende ‘partecipate’ il cui deficit diventa sempre più ampio. E’ un bilancio ha affermato l’Assessore al ramo, prima della sua approvazione, che ha bisogno nel corso del 2006 di un nuovo intervento finanziario per far fronte all’ennesima ‘Emergenza sanitaria’”. Poi Dirozzi si fa portavoce di quelle che a suo dire appaiono le effettive richieste della popolazione. Tre i punti cardine: “…non inseguire le ‘emergenze’ ma lavorare programmando gli interventi e per obiettivi; è possibile costituire un gruppo di lavoro o una commissione – ma il termine è così inflazionato in Campania che non penso minamene ad avanzare la richiesta – che faccia la ricognizione dei debiti che la regione ha, ed aprire, allo stesso tempèo, un dibattito in Consiglio regionale sul come uscirne; definita una linea aperta di intervento intavolare, poi, una discussione con tutti quelli che hanno titolarità ed insieme, ed in modo concertativo, assumere le opportune decisioni anche scaglionate su più annualità. E’ necessario fare questo perché siamo di fronte al settore sanitario che ogni anno produce un deficit di 1 miliardo e mezzo di Euro, il totale del deficit è giunto a 6 miliardi di Euro ed il servizio è quello che è. Il sindacato ha tutto l’interesse ad aprire una fase nuova fatta di risanamento e sviluppo insieme rendendo maggiormente efficienti i servizi pubblici, rilanciando gli investimenti per costruire insieme alle forze riformiste una regione vivibile dove trovare lavoro non è più una chimera”.


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