Regionali – L’analisi di Carmine Russo: “C’è bisogno di politica”

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“Quella dell’Udc non mi sembra affatto la versione moderna della politica dei due forni, come qualche prevenuto o sprovveduto si affanna a dichiarare. A tal proposito considero particolarmente significativa la vicenda pugliese in merito alla formazione delle alleanze per la prossima scadenza elettorale regionale. Da essa si può trarre qualche utile motivo di riflessione più generale sul futuro della politica e sulla possibilità di costruire una via d’uscita dal pantano indotto dal populismo che è uno dei tratti distintivi della cosiddetta seconda repubblica. In primo luogo mi sembra si possa riscontrare un convergente sforzo da parte di chi, soprattutto Udc e Pd in versione bersaniana, mostra maggiore consapevolezza di questa necessità avendo alla base della propria iniziativa un’analisi politica che, se non comune, certamente non è confliggente”. È l’analisi di Carmine Russo, ex segretario provinciale dei Ds. “Il punto nodale, – continua la nota – penso possa essere individuato nel giudizio condiviso che occorra ridare alla politica la sua capacità di fornire risposte di governo e di indirizzo alla società, cosa questa tanto più necessaria in un momento di grande confusione e di crisi generale. La politica per esprimere adeguatamente capacità di mediazione deve riacquistare una visione strategica che sia la sua bussola di riferimento per non restare affogata nella contingenza quotidiana e poter scegliere sulla base dell’interesse generale. Puntare solo a conseguire la conquista dei diversi livelli istituzionali, senza avere un serio programma di governo, fortemente condiviso, è una posizione sterile e perdente come si è dimostrato con il fallimento dell’esperienza prodiana. Occorre affermare una diversa concezione, opposta al populismo (che è in massimo grado rappresentato dal berlusconismo, ma che ha fatto breccia anche dove non avrebbe dovuto), che dia rappresentanza alla politica a partire dalle sue sedi istituzionali. Il Parlamento non può continuare ad essere il luogo dove siedono persone nominate e non elette dal popolo sovrano, i Consigli (comunali, provinciali e regionali) non possono continuare a essere svuotati di ogni potere, perché così si indebolisce alla base la democrazia nel nostro paese. Dopo più di quindici anni è necessario chiudere questa fase di transizione non compiuta e concordare un diverso assetto istituzionale ed un quadro di riforme, sempre annunziate e mai realizzate, che puntino ad un ammodernamento dell’Italia. In Puglia, l’Udc ha dato la propria disponibilità ha sostenere la candidatura di Francesco Boccia indicato dal Pd a presidente della regione. Il sostegno esplicito e netto di Casini assume il valore di un possibile accordo politico, incardinato in un quadro di ricerca comune di portata nazionale, perciò si parla di “laboratorio” pugliese. Si badi che a fronte di una vittoria certa, in caso di alleanza con il Pdl, l’Udc ha scelto la strada di una vittoria incerta schierandosi con la candidatura Boccia. La motivazione espressa, di voler sostenere un candidato moderato di sinistra, è di particolare valore politico e, al tempo stesso, coraggiosa e coerente con lo sforzo di ridare valore alla buona politica che tanto serve al Mezzogiorno e all’Italia tutta. Sarebbe molto importante se Vendola, che pure ha ben governato la Puglia, corrispondesse generosamente, inducendo un circuito virtuoso e alimentando una concreta speranza di un nuovo processo politico che, sono convinto, comunque sia andrà avanti”.

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