Regionali 2010: a circa 90 giorni dall’importante scadenza del 21 e 22 marzo, cui fa da preludio una campagna che si annuncia ricca di suspense e colpi di scena, Raffaele La Sala, vice segretario provinciale dell’AdC, fa il punto sulla situazione di stallo in cui le trattative politiche sono ormai ferme da tempo. “Magari con un po’ di affanno (versione eufemistica e rassicurante delle turbolenze intestine che agitano le principali forze politiche di un bipartitismo vistosamente imperfetto), ma l’appuntamento regionale incombe ormai sulla politica irpina come la madre di tutte le battaglie”.
“Che si tratti di verificare la solidità di ricorrenti ambizioni locali o di posizionare le batterie per eventuali divorzi e nuove alleanze… il voto del 21 e 22 marzo offre l’ennesima occasione per restituire una parvenza di attualità e di concretezza ad un dibattito che – nonostante la plurale dissonanza delle voci – stenta francamente a decollare.
Sembrano prevalere, al solito, tatticismi di corto respiro che riducono le questioni della società italiana (e meridionale ed irpina con effetti ancor più paradossali ed inquietanti) a meri pretesti verbali o, al più, a vane esercitazioni dialettiche, in attesa di scelte che tutti si aspettano da un indistinto e microcefalo altrove.
Se a 90 giorni da un’elezione lungamente invocata (vissuta a sinistra come una corsa al ‘recupero’ e a centrodestra come opportunità di ‘rivincita’) ancora non sono noti i candidati alla poltronissima del potere regionale (e peggio… sono ancora ignote le questioni sulle quali si chiede la legittimazione del voto), vuol dire che il tessuto politico-sociale è sfibrato e sostanzialmente incapace di vere rappresentanze e vere risposte.
Perché il problema – come si dice – non è sostituire ad un potere esercitato con una disinvoltura ed una scaltrezza elevata a sistema (il bassolinismo… appunto), con un analogo potere di segno contrario, quanto piuttosto provare a ricostruire metodi e pratiche rigorose di seria programmazione e di buongoverno. Compito evidentemente non facile in una Regione nella quale sembrano prevalere tuttora le antiche liturgie del doppio gioco, dei trabocchetti e dei compromessi, in qualunque modo esse si mimetizzino e si rappresentino.
Dica il Pdl (e questo almeno lo dica subito) intorno a quali grandi strategie di sviluppo progetta il futuro della Campania: a partire dalla sanità (voragine senza fondo di sprechi e clientele), ad un moderno ed integrato ciclo di trattamento dei rifiuti (tema sul quale è stata misurata l’insufficienza e l’inconcludenza di Bassolino; dalla salvaguardia del territorio dal rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico, alle nuove opportunità di lavoro lungo innovativi percorsi di filiera; dalla riqualificazione e dalla riconversione produttiva delle aree industriali, al disinquinamento ed alla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e delle fasce costiere. Intanto per disinnescare il ricattuccio dei soliti accordi di programma, fragili foglie di fico per coprire le ‘vergogne’ di inconfessabili e consolidate privative.
È una strada non facile e perfino accidentata, sulla quale tuttavia si misura la capacità del PdL di essere forza di governo, anche in una regione tribolata e martoriata da una prospera economia dell’illegalità e dall’onnipossente apparato di potere e di sottopotere bassoliniano.
Su questi temi l’Alleanza di Centro, con Francesco Pionati, Ortensio Zecchino, Generoso Benigni, è pronta a dare, anche in Irpinia ed in Campania, un contributo di merito e di metodo, e senza equivoci di schieramento, per la legalità ed il buon governo. Lealmente al fianco del “Popolo della Libertà”, ma per costruire intorno ai valori fondanti del cattolicesimo liberale, della meritocrazia, del popolarismo, intorno ai quali si è realizzata la migliore tradizione politica italiana, un’alternativa di credibilità, di concretezza, di buon senso. Nella consapevole certezza che si dovrà anche fare presto”.
