Referendum, Woodcock a Solofra: sorteggio un vulnus per la democrazia

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SOLOFRA- “Il sorteggio è un vulnus ai principi della democrazia”. E’ una delle ragioni per cui da Solofra, il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e il Comitato della società civile per il No hanno rilanciato le ragioni per scegliere di votare contro la riforma Nordio il prossimo 22 e 23 marzo. A Palazzo Orsini sono intervenuti il referente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Paolo De Piano, il professore Emerito di Diritto Costituzionale della Federico Ii di Napoli Massimo Villone, il pm antimafia Henry Jhon Woodcock, il saggista Isaia Sales. Il sindaco di Solofra Nicola Moretti ha portato i suoi saluti alla cittadinanza. “Il sorteggio è l’ affermazione di un principio inaccettabile, perché costituisce un vulnus ai principi della democrazia elettiva, non solo dei magistrati”. Il pm antimafia Henry Jhon Woodcock ha voluto spiegare così ai microfoni di Radio Raffaella Uno le ragioni per cui in questi giorni sta girando la Campania per sostenere le ragioni del No al referendum del 22 e 23 marzo prossimo. ” Ammettere e far passare il principio che un corpo come quello dei magistrati, ma che un qualsiasi corpo non e’ in grado di eleggere democraticamente I propri amministratori e’ un vulnus ai principi della democrazia”. E ha anche ribaltato la domanda: “Come e’ pensabile se i magistrati non sono in grado e sono privati del diritto di nominare i propri amministratori che i cittadini di un comune sciolto per mafia, dopo un commissariamento, possano tornare liberamente al voto?”. Per Isaia Sales tutto nasce dal fatto che “la Magistratura negli ultimi anni si è caratterizzata per aver fatto delle indagini sul mondo politico, sia per quanto riguarda la mafia sia per quanto riguarda la corruzione. La politica non vuole farsi controllare e limitare da altri poteri. La magistratura paga questo: e’ la vendetta del mondo politico contro la magistratura che ha fatto indagini sul ceto dirigente e sulla classe politica del nostro Paese”. Il professore Massimo Villone ha invece rappresentato che la riforma è un modo per “indebolire la magistratura.