Referendum, si spacca l’Avvocatura: annullate l’evento “Si spiega” al Carcere Borbonico

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Tribunale

AVELLINO- “L’ annullamento dell’incontro così come attualmente strutturato, e l’eventuale riprogrammazione di un’iniziativa che restituisca piena dignità a tutte le posizioni democraticamente espresse sul quesito referendario”. E’ quello che chiedono in una lettera indirizzata al presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino Fabio Benigni, gli avvocati Adriano Maffeo, Francesco Corbo, Giuseppe Del Giudice, Katia Solomita, Francesco Urciuoli e Annabella Caruso. L’evento in questione è quello organizzato dall’ Ordine degli Avvocati di Avellino il 30 gennaio al Carcere Borbonico dal titolo “Si Spiega”. Presenti esponenti dell’Avvocatura e delle istituzioni schierati per il si al referendum del prossimo 22 marzo sull’ordinamento giudiziario. Nella lettera sono state spiegate le ragioni per cui ci dovrebbe essere un contraddittorio tra le parti e non un unico fronte. Ecco il testo: “Egregi Componenti del Consiglio, care e cari tutti, con la presente intendo rappresentare, in modo rispettoso ma al contempo fermo, la profonda e personale costernazione suscitata dall’organizzazione del convegno dal titolo “Si Spiega”, promosso da questo Ordine professionale in vista dell’imminente consultazione referendaria avente ad oggetto la modifica della Costituzione. La scelta stessa del titolo, unitamente all’impostazione dell’evento, appare inequivocabilmente orientata a sostenere una sola delle posizioni in campo, configurando di fatto una manifestazione a favore del “SÌ”. Tale circostanza risulta particolarmente problematica se proveniente da un organismo di rappresentanza pubblica di una categoria professionale che, per storia, funzione e deontologia, dovrebbe porsi come presidio di neutralità istituzionale, pluralismo delle idee e rispetto del contraddittorio.
Gli avvocati, più di ogni altra categoria, sono quotidianamente chiamati a difendere il confronto dialettico tra posizioni contrapposte come fondamento dello Stato di diritto.Proprio per questo motivo, ci si sarebbe legittimamente attesi che un Ordine professionale, nell’affrontare un tema di tale rilevanza costituzionale e civile, garantisse uno spazio equilibrato di
discussione, ospitando in un unico evento l’esposizione delle ragioni del “SÌ” e del “NO”, attraverso un confronto aperto, serio e rispettoso delle diverse sensibilità.
L’assenza di tale impostazione non solo rischia di compromettere l’immagine di imparzialità dell’Ordine, ma appare in contrasto con quei valori di pluralismo e inclusività che dovrebbero costituire il patrimonio comune dell’Avvocatura.
Per tali ragioni, pur nel massimo rispetto delle persone e delle istituzioni coinvolte, chiedo formalmente l’annullamento dell’incontro così come attualmente strutturato, e l’eventuale riprogrammazione di un’iniziativa che restituisca piena dignità a tutte le posizioni democraticamente espresse sul quesito referendario. Confidando in una attenta riflessione sul ruolo istituzionale dell’Ordine e sulla responsabilità che ne deriva, porgo a tutti voi i miei più cordiali saluti”.