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In Campania le ore richieste di Cig nel novembre 2010 sono state 6.138.179; a dicembre 7.493.700. L’aumento registrato è pari al 22% In provincia di Avellino si è registrato un decremento delle ore autorizzate pari al 43,3%. I settori più colpiti sia in Campania che nella provincia di Avellino sono risultati essere l’industria, l’artigianato e il commercio sia per la cassa integrazione ordinaria che per quella in deroga. L’incidenza sul lavoro dipendente della cassa integrazione in deroga in provincia di Avellino è stata nel 2010 pari al 26,6%. In Campania, invece, raggiunge l’85%. Le ore di Cig in deroga richieste in provincia di Avellino nel 2010 nell’industria sono state 844.294, nel commercio 127.523 e nell’artigianato 8.504. “In quest’ultimo anno – ha spiegato il segretario provinciale della Uil Franco De Feo – il 2010, nonostante un decremento, peraltro leggero, negli ultimi mesi delle ore richieste dalle aziende, il totale delle ore autorizzate è ancora molto significativo ed è impressionante il raffronto con l’ultimo anno “normale”, il 2008.
Da ciò non può non rilevarsi che la crisi, pur in forme diverse, si manifesta in maniera concreta e che, nel 2011 si dovrà fare uno sforzo straordinario per sostenere politiche più complesse e articolate per alleviare il forte disagio occupazionale che investe in maniera diversa i territori e i settori di produzione . Il tema rimane certamente il sostegno al reddito di chi è colpito dalla propria crisi aziendale e, quindi, è indispensabile procedere ad una accurata verifica di quante e quali risorse saranno destinate agli ammortizzatori sociali nel prossimo futuro, ma, sarà fondamentale soprattutto innovare le politiche pubbliche di sviluppo, sia con una contrattazione più rispondente al tema produttività/lavoro/reddito sia con azioni pubbliche incentivanti l’occupazione e il lavoro. Tema che riguarda indistintamente chi rischia di perdere il lavoro, chi non lo trova o è preda del lavoro saltuario, occasionale, irregolare. Sbaglierebbe il sindacato a rinchiudersi nel solo fortino degli ammortizzatori sociali fuggendo dal tema delle politiche attive per la buona occupazione. Provincia e Regione dovranno nei prossimi mesi mettere in campo strategie concrete e istituire tavoli di confronto per discutere del futuro. C’è la necessità che si cominci a ragionare in maniera complessiva su certe tematiche e che le istituzioni guidino i territori in questa difficile ma importantissima fase”.