Rapporto ecomafia 2008: triste primato per la Campania

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Napoli – Anche quest’anno Legambiente ha stilato il rapporto ecomafia sulla criminalità ambientale. Il rapporto ecomafia 2008, presentato questa mattina a Roma, ha attribuito alla Campania il primo posto nella classifica dell’illegalità ambientale, seguita a ruota dalla regione Calabria. In queste due regioni si concentra quasi il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia, 15,6% in Campania e 13,7% in Calabria. I reati accertati dalle forze dell’ordine nel 2007 per violazione alla normativa sui rifiuti sono oltre 4800, la maggior parte dei quali sono compiuti in Campania (12,7% delle infrazioni accertate) “dove lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi spesso di provenienza extraregionale si è sommato – sottolinea il rapporto – alla catastrofica gestione commissariale di quelli urbani”. In seguito a quanto appreso dal rapporto ecomafia 2008, il senatore Cosimo Sibilia, presidente del gruppo regionale di Forza Italia, ha imputato a un mancato e inadeguato presidio del territorio di cui è responsabile una cattiva amministrazione guidata dal centro sinistra del governatore Antonio Bassolino, la causa di ogni male. “Se la nostra Regione mantiene saldamente il triste primato sul delicatissimo fronte delle illegalità nel ciclo dei rifiuti- ha dichiarato Sibilia – caratterizzandosi per numero di discariche abusive e sversamenti illegali, con tutto quel che ne consegue in termini di devastazione ambientale e rischio salute, lo si deve evidentemente al mancato o all’inadeguato presidio del territorio. E sappiamo chi ringraziare”. Secondo il senatore è necessario che le istituzioni locali e regionali inizino a riflettere e impegnarsi seriamente e concretamente contro la criminalità ambientale. “Al di là delle responsabilità politiche di un governo evidentemente tutt’altro che all’altezza del compito – ha concluso Sibilia – si tratta ora di comprendere le ragioni per le quali, malgrado l’esistenza di specifici strumenti istituiti a tutela del territorio,la Campania continua a rimanere lo sversatoio illegale d’Italia per eccellenza. Anche perché in questo, come in altri fallimenti del centrosinistra, tutto si può invocare ad alibi fuorché l’assenza di strumenti normativi o di risorse”

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