Ragano: “Non gestiamo le attese ma alimentiamo lo sviluppo”

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Santo Stefano del Sole – L’assemblea dei sindaci alla Comunità Montana Terminio Cervialto ha eletto il suo nuovo presidente. Ma è piena bagarre circa le modalità con cui è stato pronunciato il consenso: i demitiani hanno contestato aspramente l’elezione di Carmine Ragano, espressione del centrosinistra e figura indicata dai vertici del Pd, che alla conta finale è uscito vincente per un solo voto: 9 le preferenze per l’ex presidente della Provincia e sindaco di Santo Stefano del Sole contro le 8 del presidente uscente dell’Ente di Montella, Nicola Di Iorio. Aspri i torni utilizzati da Di Iorio che ha parlato di ‘…elezione illegittima’ e di ‘…occupazione di potere di tipo militare’. I lavori sono stati aggiornati al 31 gennaio, data in cui si procederà alla nomina del direttivo e della commissione statuto.

“La nota stonata della giornata è rappresentata dalla reazione finale al voto – ha commentato il neo eletto presidente Ragano – Non c’erano i presupposti per creare tutto il bailamme giuridico che ha accompagnato gli ultimi momenti dell’assemblea: probabilmente – continua Ragano – se Di Iorio avesse fatto un passo indietro, si sarebbero creati i presupposti per un altro tipo di discussione. Ho ritenuto opportuno rimandare i lavori a fine mese per attendere l’esito delle verifiche alla Regione, dove verrà valutata l’eventuale irregolarità contestata in assemblea. Bisogna che certe tensioni nei vari territori vengano stemperate ed espulse completamente. Dobbiamo dare un ruolo ed una direzione precisa alla comunità montana”. Il risultato all’Ente di Montella prefigura ora nuovi scenari anche in vista della prossima tornata elettorale: “E’ stato avviato un discorso con un centrosinistra che si apre ai territori e alle forze sociali presenti su esso. Questa apertura delinea nuovi processi e nuovi metodi: c’è il bisogno ora di creare una linea di demarcazione netta tra i due schieramenti, rimanendo ognuno nella propria parte fedele al background storico-politico ma insieme coesi verso obiettivi comuni. Sia utile in questo caso un chiarimento politico a livello provinciale, anche attraverso prese di posizione forti e di contrasto all’interno di un disegno regionale più complesso”.

Al di là del contenuto politico della nomina, Ragano lancia un messaggio: “Non ci limitiamo a gestire l’attesa o la speranza ma alimentiamo lo sviluppo di situazioni che mirino al coinvolgimento di nuovi soggetti provenienti dalla società civile, composta da lavoratori silenziosi ed in grado di dare tanto alla comunità, perchè questi diventino il traino dello sviluppo di un territorio ancora troppo carico di insufficienze. O liberiamo energie per sviluppare nuove risorse o finiremo presto per addormentarci e soggiacere ai quotidiani meccanismi con cui si è operato sino ad oggi”. ( di Antonio Pirolo)

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