Aria di festa al “Del Mauro” di Avellino, e non solo per i lusinghieri risultati sportivi. A far crescere il buonumore negli spogliatoi è senza dubbio l’allegria di Marques Green, che è diventato padre del suo terzo figlio, il primo maschio. La nascita del primo ometto ha letteralmente mandato in brodo di giuggiole il play dell’Air, che finalmente vede realizzato il suo desiderio di avere un maschietto. “Non mi importa se diventerà un giocatore di basket o meno – spiega Green – sono così felice che qualunque sia la sua scelta, lo asseconderò. Potrà fare quello che vuole”. Il piccolo Lamar Robert Green, insomma, occupa già un posto speciale nel cuore del padre, che però non perde di vista il campionato. “Le vittorie ottenute contro Bologna e Siena non devono farci staccare i piedi da terra, già sabato abbiamo una sfida importantissima contro Udine, che in casa è molto pericolosa. L’ultima gara mi è piaciuta molto, perché anche se nessuno di noi individualmente è riuscito a fare una gran partita, il team è riuscito a vincere. E’ questo che fa di noi un’ottima squadra”. Il play irpino ragiona così, una partita alla volta, adattando il suo gioco all’avversario di turno. “Non m’importa chi possa trovarmi di fronte, cerco di non farmi mettere in difficoltà da nessuno e di leggere il gioco in base al mio avversario di turno. Ogni playmaker ha delle sue caratteristiche e un cervello che funziona in modo diverso, in Italia il livello è alto. Da Finley a McIntyre, ognuno è differente dall’altro e pericoloso allo stesso modo”. Intanto impossibile non lasciarsi scappare qualche pensiero all’Europa che conta, quella dell’Eurolega, per intenderci. E Green continuerebbe a vestire la casacca dell’Air per disputarla? “Non facciamo programmi che vanno troppo in là. Dobbiamo anzitutto pensare a questa stagione, alla coppa e ai playoff. Questa squadra non ha niente da invidiare a nessuno. Quando quest’anno arriverà al capolinea, penseremo ai contratti e alla possibilità di rimanere qui anche l’anno prossimo. Con questa graduatoria, è lecito pensare in grande, ma non lasciamoci condizionare”. “Certo – gli fa eco Nikola Radulovic – guardare la classifica ora è davvero un bel vedere. Anche a Bologna abbiamo dimostrato di essere un’ottima squadra e di saper ottenere i due punti anche in difficoltà”. Un team, quello biancoverde, che a detta di Nikola non ha bisogno di nessuna aggiunta ne tantomeno di migliorare in qualcosa. “La vera sfida è la continuità – ha detto il medagliato olimpico – Dobbiamo mantenere questo livello di concentrazione e giocare sempre su questi livelli. Qualche calo è da mettere in cantiere, ma solo continuando così possiamo sperare di andare avanti nelle F8 e nei playoff”. Radulovic è uno che in Europa ci ha già giocato (per lui stagione d’oro con la casacca del Villeurbanne con la quale nella massima competizione europea mise a referto 10,4pts e 4,8rbs di media) e sa che per arrivare fino in fondo è necessario non iniziare a ‘fare i conti senza l’oste’. “L’Eurolega è un sogno, ma non possiamo pensarci già da ora, sarebbe solo una distrazione. Il nostro cammino lo dobbiamo costruire partita per partita”. (Di Giuseppe Matarazzo)
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