Quinta giornata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo. Si torna nuovamente al Sancarluccio, con la serata dedicata alla poesia napoletana, che si aprirà con un omaggio al grande e indimenticabile Franco Nico, che alla poesia, al teatro, alla musica, al Sud, ha dedicato tutta la sua vita, insieme a Pina Cipriani. Il ricordo, cui ne seguirà uno più ampio in provincia di Avellino, sarà affidato all’amico di sempre Giuseppe Iuliano, che rievocherà l’amore di Nico per la poesia insieme al figlio Egidio e a Pina Cipriani. Quindi, Ugo Piscopo, insieme a Paolo Saggese, modererà la serata, cui parteciperanno: Antonio Spagnuolo, Felice Piemontese, Alberto Mario Moriconi, Mimmo Grasso e “Gli echi flegrei”, Ciro Vitiello, Eugenio Lucrezi. Conclude Giuseppe Liuccio, altro amico storico di Franco Nico. All’incontro parteciperanno anche gli studenti del Liceo classico di Nusco, accompagnati dalla professoressa Fiorella Tafuri, che vivono da protagonisti questa esperienza educativa offerta dal Centro di documentazione sulla poesia del Sud. All’iniziativa ha garantito la sua presenza anche il poeta Alessandro Di Napoli. L’incontro sarà anche occasione per presentare a Napoli in anteprima la rivista “Poesia meridiana”, dal momento che sei dei poeti presenti hanno collaborato al numero 0, ovvero Ugo Piscopo, che ha dato il nome alla pubblicazione con un bel saggio introduttivo, Antonio Spagnuolo ed Eugenio Lucrezi, proponendo alcune loro liriche, Mimmo Grasso con un monologo ispirato al film “Mineurs” di Fulvio Wetzl, con protagonisti Franco Nero e Valeria Vaiano, mentre a Felice Piemontese e Moriconi sono stati dedicati due saggi corposi all’interno della pubblicazione. La stessa presenza di Moriconi potrà incoraggiare la discussione annosa sulla “damnatio memoriae” della poesia del Sud. Infatti, nel saggio a lui dedicato, Paolo Saggese scrive: “Ho ricevuto di recente un bel dono di inizio anno, ovvero l’ultimo libro di poesie di Alberto Mario Moriconi, uno dei decani della poesia campana, e una delle voci più illustri del panorama letterario nazionale, che abbiamo avuto come ospite al Teatro Sancarluccio di Napoli, il 3 dicembre 2007, in occasione della terza edizione del “Festival della poesia del Sud … e per il Sud”. Vorrei iniziare dalla acuta Postfazione di Armando Maglione dal titolo Il ‘caso’ Moriconi, che ritengo particolarmente utile anche per chiarire il senso del progetto culturale e politico attorno a cui si sviluppa il Centro di documentazione sulla poesia del Sud. Armando Maglione scrive: “Non ci si può non chiedere come sia possibile che un poeta che autorevoli critici considerano tra i maggiori del nostro Novecento (e qualcuno, come Paolo Ruffilli, lo pone senza esitare tra i primi quattro o cinque), non sia neppure presente o citato in alcune celebrate antologie della poesia italiana contemporanea, che pure includono decine e decine (a volte centinaia) di poeti” (p. 126). In effetti, tranne alcune pur importanti eccezioni, il poeta non è presente nelle antologie letterarie delle case editrici più influenti ed economicamente dominanti, pur essendo, invece, l’autore con il maggior numero di visitatori nel sito della “World’s Poetry Online” di New York dedicato alla poesia italiana (www.italian-poetry.org). Prosegue, dunque, Maglione: “Non si vuole dar credito all’esistenza di clan e di gruppi di potere, che impongono le loro scelte discriminando chi scompagina il loro ‘canone’. Non si vuole neppure riparlare dell’esistenza di una ‘questione meridionale’ della poesia, per via della pesante emarginazione che i poeti meridionali subirebbero prevalentemente al Nord. Ma mi pare incontrovertibile che un ‘caso’ Moriconi esista. E la critica più avvertita e libera farebbe bene ad affrontarlo e risolverlo” (p. 127). Questa riflessione, a mio avviso, è convincente. Tuttavia, non vedo perché non si debba dar credito “all’esistenza di clan e di gruppi di potere che impongono le loro scelte …” oppure non si debba “riparlare dell’esistenza di una ‘questione meridionale’ della poesia”. Le nostre antologie – Poeti del Sud 1, 2, 3 (Elio Sellino editore, 2003-2007) – documentano e dimostrano proprio l’esistenza di clan e di gruppi di potere che impongono i canoni, se non di razzismo culturale, almeno l’indubbia esclusione della poesia del Sud dalle più importanti storie letterarie. Ma su queste problematiche non occorre tornare per l’ennesima volta. La biografia intellettuale e culturale di Alberto Mario Moriconi è purtroppo “semplicemente” un’ulteriore prova di quanto andiamo dicendo da anni e che abbiamo semplificato con questa espressione: “damnatio memoriae” della poesia del Sud”.
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