Quindici, papà invitati a scuola ed evento cancellato all’ultimo secondo: scoppia la protesta

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QUINDICI- La festa del papà organizzata nella mattinata di ieri nei locali dell’istituto Scolastico di Quindici “salta” all’ultimo minuto, quando i genitori erano già pronti per raggiungere i loro bambini, residenti a Quindici e Moschiano, alcuni a quanto pare anche optando per le ferie pur di partecipare all’evento. Un epilogo che ha lasciato amareggiati i genitori, che chiedono chiarimenti alla dirigente scolastica, visto che la comunicazione non sarebbe arrivata neanche dalla stessa. A farsi portavoce di questa amarezza da parte dei papa’ rimasti fuori ad attendere invano che la manifestazione si svolgesse, l’avvocato Alessandro Siniscalchi, che ha severamente stigmatizzato il comportamento assunto dalla dirigente scolastica: “Questa mattina (ieri per chi legge) siamo stati invitati, tutti i papà degli alunni che frequentano l’ Asilo, sia di Quindici che di Moschiano. Ci siamo recati a scuola e mentre aspettavamo che la festa iniziasse, siamo stati raggiunti dai docenti che ci hanno comunicato che la dirigente non aveva autorizzato l’iniziativa e ci hanno mandato via. Penso che sia nella nostra piena facoltà richiedere spiegazioni sul perché di questo annullamento ad horas, visto che qualche genitore pur di partecipare ha preso anche un giorno di ferie dal lavoro per stare con i propri bambini e sono stati mandati via. La convocazione dei genitori non era stata concordata forse con la dirigente scolastica? Come mai la dirigente scolastica non era in sede per rappresentare direttamente i motivi dell’annullamento della manifestazione. Perche’ queste scelte d’ imperio, senza nessuna considerazione sia dei genitori, licenziati senza alcuna spiegazione che degli stessi bambini, convinti che nella mattinata avrebbero ricevuto la visita dei loro papà ed invece rimasti delusi. Una scelta che va anche contro il loro benessere. Dalla dirigente ci attendiamo spiegazioni chiare, anche sul modo di considerare il plesso di Quindici, dove le problematiche sicuramente non si riducono ad una festa. Servono scelte condivise, perché si tratta anche di aver rispetto per la popolazione scolastica e per le famiglie degli studenti. Una delle cose che la scuola dovrebbe insegnare è la condivisione, non sembra che sia proprio questo il binario imboccato dalla dirigente”.