Quindici – A pochi mesi di distanza dall’ultimo blitz che ha portato in carcere 23 affiliati al Clan del Vallo di Lauro e dopo poche settimane dall’arresto, a Valmontone di Adriano Graziano, ultimo latitante della famiglia Graziano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino continuano l’offensiva delineando gli scenari e le alleanze che hanno caratterizzato Quindici ed i Comuni limitrofi negli ultimi anni. L’operazione scattata nella notte è finalizzata alla notifica di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Tullio Morello su richiesta del Pm Maria Antonietta Troncone della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di: Adriano Sebastiano Graziano, nato a Quindici il 4 febbraio 1967, esponente storico dell’omonimo sodalizio camorristico, attualmente detenuto nel carcere di Sollicciano a seguito della cattura avvenuta a Valmontone il 27 luglio 2008 sempre ad opera dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e Antonio Mazzocchi, nato a Lauro, il 9 giugno 1967, pregiudicato, cognato di Adriano Sebastiano Graziano avendo sposato la sorella del boss. Dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, a carico di Antonio Mazzocchi e Adriano Graziano sono ricadute accuse per porto e detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra. I due avevano, in particolare, la disponibilità di pistole di grosso calibro ed un fucile mitragliatore AK-47, comunemente denominato Kalashnikov, in uso ai militari russi ed alle milizie dell’Est Europa. Le armi nella loro disponibilità erano pronte per essere impiegate nella paventata ripresa della sanguinosa faida tra i clan Cava e Graziano, anche in relazione al fatto che entrambi erano già rimasti coinvolti nella “strage delle donne” compiuta a Lauro la sera del 26 maggio 2002. Attualmente sono impegnati nella Valle del Lauro oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, coadiuvati da unità cinofile di Napoli e Salerno ed elicotteri dei Carabinieri di Pontecagnano, che hanno cinturato l’intera zona d’influenza del clan e stanno eseguendo molteplici perquisizioni domiciliari ed ispezioni agresti, anche con l’ausilio di sofisticate apparecchiature georadar idonee ad individuare i nascondigli utilizzati dal sodalizio per occultare armi.
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