Qualità aria: il Consiglio regionale approva il piano

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Regione – Il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza, con l’astensione della Casa delle Libertà, la delibera amministrativa “Provvedimenti per la gestione della qualità dell’aria ambiente”. L’assessore all’ambiente Luigi Nocera, con la sua relazione, ha introdotto all’esame del Consiglio regionale il provvedimento relativo agli adempimenti di cui al D. Lgs. n. 351 del 4 agosto 1999, di recepimento della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente. A seguito del dibattito svoltosi in Consiglio sulla attualità della emergenza rifiuti e della crisi ambientale in Campania, nonché sull’inquinamento da diossina provocato dai roghi dei rifiuti che si stanno verificando sul territorio regionale, l’Assemblea ha proposto una integrazione al piano. L’obiettivo è quello di attivare con urgenza la verifica della qualità delle emissioni provenienti dagli attuali impianti di Cdr, quelle provenienti dalle discariche riattivate e da quelle realizzate e in corso di realizzazione, nonché la qualità dell’aria nelle zone interessate dai roghi di rifiuti verificatisi nel corso della crisi in atto; ad attuare con immediatezza tutti gli interventi necessari a risanare l’aria nelle zone inquinate. Il Piano per la qualità dell’aria è frutto della direttiva comunitaria che ha affidato alle Regioni e alle Province autonome una serie di incombenze: la valutazione della qualità dell’aria ambiente, la classificazione del territorio regionale in ‘zone’ e ‘agglomerati’, l’elaborazione di piani e programmi finalizzati alla qualità dell’aria, etc. In base alla valutazione della qualità dell’aria ambiente (effettuata attraverso il sistema di rilevazione dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) il territorio regionale campano risulta distinto in quattro zone di risanamento (area Napoli e Caserta, area salernitana, area avellinese, area beneventana) in cui almeno un inquinante supera il limite.

Il capogruppo di An Francesco D’Ercole ha evidenziato che “il provvedimento è anacronistico perché concepito nel lontano 1999 e non tiene conto né da risposta alla crisi ambientale che attanaglia la Campania”.

L’esponente del Gruppo Sinistra Democratica e Presidente della Commissione Sanità Angelo Giusto ha ricordato che “in Campania nove tumori su dieci sono di origine ambientale e la diossina sprigionata nell’aria dalla combustione dei rifiuti prefigura uno scenario ancor più drammatico per quanto riguarda le patologie tumorali nella nostra regione. Quindi – ha aggiunto Giusto – propongo di approvare oggi questo provvedimento e di chiedere alla Università di Napoli che ha redatto il piano una clausola integrativa sulla valutazione della situazione ambientale campana attuale”.

“Recepire, peraltro con anni e anni di ritardo, una direttiva europea sulla qualità dell’aria, un provvedimento che va ad innestarsi praticamente sul nulla rispetto ad una situazione ambientale disastrosa rasenta il ridicolo – ha detto il Capogruppo di Forza Italia Cosimo Sibilia – spiegando che “l’astensione di Forza Italia al voto in Aula è dunque un atto di denuncia politica tanto rispetto alla grave condizione emergenziale nella quale la sinistra ha condotto la Campania sul fronte ambientale e sanitario (oltre che economico e sociale) quanto rispetto al maldestro tentativo della sinistra di contrabbandare trionfalisticamente fumosi ed inefficaci provvedimenti come panacea dei nostri mali”.

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