Ariano – Circa quattromila manifestanti si sono radunati a partire da Rione Cardito, alle porte di Ariano Irpino, per protestare contro l’avvio dei lavori per la realizzazione della discarica di Pustarza, il sito individuato dal commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti nel territorio di Savignano Irpino. Il transito delle auto e dei mezzi pubblici, fatta eccezione per quelli di soccorso, è stato bloccato con gravi disagi e pesanti ripercussioni sui collegamenti tra l’Irpinia e la Puglia. Qualche tensione si è verificata nel pomeriggio quando i manifestanti hanno contestato alcuni agenti della Digos che con le telecamere stavano riprendendo il blocco stradale in atto, ma la situazione è tornata poi alla normalità. I sindaci di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, e di Savignano Irpino, Oreste Ciasullo, restano al fianco dei manifestanti, che a loro volta hanno annunciato di voler continuare nella protesta. E il serpentone umano ha raggiunto anche il bivio di Villanova del Battista. Alla marcia si sono uniti anche i primi cittadini di Greci, Montaguto e del Comune foggiano di Monteleone. Non è mancato qualche attimo di nervosismo quando i manifestanti hanno cominciato a dirigersi verso Pustarza: i pacifici manifestanti hanno superato il secondo blocco senza problemi arrivando a due km dalla discarica, ma le Forze dell’Ordine non hanno autorizzato la parte finale della lunga marcia durata circa 25 chilometri. Alla fine, la gente stremata dalla stanchezza e anche dal freddo ha visto bloccati tutti i mezzi, anche gli autobus che erano andati a prendere i dimostranti, a circa 200 metri da Difesa Grande. Massimo il dispiegamento dei militari. “Abbiamo consegnato stamattina al prefetto di Avellino – ha detto il sindaco arianese Domenico Gambacorta – un documento di tutto il Consiglio comunale che chiede l’apertura di un tavolo di trattativa. Non si può pensare di procedere con la forza, la nostra è una popolazione civile che ha già dovuto subire la presenza della discarica di Difesa Grande. La scelta di Savignano Irpino va riconsiderata. Senza dialogo aumenta il distacco tra le istituzioni, che qui hanno un problema di credibilità, ed i cittadini”.
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