Provinciali, Della Pia: “Noi comunisti sempre al lavoro per una reale alternativa”

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Tony Della Pia
Tony Della Pia

“Sabato 18 dicembre in Irpinia si terranno le elezioni per rinnovare il consiglio provinciale, per effetto della modifica del Titolo V della Costituzione, avvenuto nel 2001, e della successiva Legge Delrio, nel 2014, le Province sono state declassate in enti di secondo livello; questo oltre a comportarne una riduzione nel numero ed un significativo svuotamento di funzioni, ha introdotto, per il Consiglio provinciale, un nuovo sistema elettorale, a suffragio ristretto per cui hanno diritto al voto non tutti i cittadini ma soltanto i sindaci ed i Consiglieri comunali della provincia”.

Lo afferma in una nota Tony Della Pia, del comitato politico nazionale Rifondazione Comunista, a nome anche del partito della Rifondazione Comunista federazione irpina.

“Un autentico furto compiuto ai danni della rappresentanza contro il quale Rifondazione Comunista si è sempre battuta avversando, tra l’altro, la controriforma costituzionale tentata da Renzi per abolire Province e Senato, bocciata dalle cittadine e dai cittadini con il Referendum confermativo del 4 dicembre 2016. Sin da allora, all’alba dell’esito referendario, proponiamo il ripristino del voto diretto di primo livello con sistema proporzionale. Ribadiamo che il prossimo Consiglio provinciale, come i precedenti, successivi alla modifica, non sarà espressione della volontà dei cittadini bensì degli equilibri stabiliti dalle segreterie dei partiti e nei Consigli comunali”.

“Questo rappresenta un autentico strappo alla democrazia, con gravi conseguenze negative per il territorio inerenti ai servizi forniti, per questa ragione, pur continuando la lotta per ristabilire le giuste regole democratiche cancellate dalla riforma degli enti locali, avremmo voluto una lista ed un candidato presidente realmente alternativa sia alle forze di centro destra che con Biancardi hanno malgovernato negli ultimi anni che al partito democratico ed ai suoi satelliti, organizzazioni con gravi responsabilità politiche rispetto al declino economico e sociale della provincia di Avellino”.

“La nostra ferma posizione non è dettata da questioni ideologiche bensì dall’oggettiva analisi dei fatti, stante il riordino a ente di secondo livello della Provincia, non possiamo ignorare che entrambi i candidati presidenti sono diretta espressione della coalizione che sostiene il governatore De Luca nel Consiglio regionale della Campania, lo stesso che sulle orme del centro destra sta continuando l’opera di smantellamento del sistema sanitario territoriale privandolo di necessari presidi sanitari, in alta Irpinia con l’ospedale di Bisaccia ma anche nella valle del Sele con il Landolfi di Solofra. Senza trascurare le gravissime carenze logistiche e di personale che colpiscono la Città ospedaliera di Avellino, non dimentichiamo neanche che il vuoto normativo sullo sviluppo delle energie alternative ci sta portando verso una progressiva colonizzazione dell’alta Irpinia, con una spregiudicata diffusione di parchi eolici selvaggi che, tra l’altro, attraggono gli appetiti anche della criminalità organizzata, come ampiamente descritto dalla commissione nazionale antimafia”.

“L’Irpinia continua a patire una progressiva desertificazione produttiva concausa di una drammatica spoliazione, ogni anno circa duemila irpini, prevalentemente giovani, lasciano la nostra terra in quanto priva di strutture, infrastrutture ed opportunità, una provincia, la nostra, devastata da quella stessa classe dirigente che si accinge a governarla, incapace di qualsiasi programmazione economica e produttiva di medio termine, ma straordinaria nel consolidare sistemi di potere.
La città di Avellino, con la sua fallimentare amministrazione, esercitata da vari capicorrente che in un modo o nell’altro fanno capo al PD ed al cosiddetto centro sinistra, si avvia verso un triste declino, non c’è settore in cui la loro mano maldestra non stia producendo danni eppure anche i questa occasione gli artefici si erigono a strateghi. È esecrabile vedere la pressoché unanime subalternità a tutto questo, constatare la mutazione genetica del M5S che da forza anti sistemica si è rapidamente trasformato in sua solida componente e fedele sostenitore dello stesso, reputiamo offensivo della dignità e dell’intelligenza dei cittadini la disinvoltura con cui una certa sinistra si presta ad operazioni politiciste”.

“Noi comunisti irpini continueremo ad agire affinché cresca una reale alternativa sociale e politica, continueremo ed intensificheremo la lotta contro i progetti scellerati, lasciati in eredità dall’amministrazione Biancardi, come quello del traforo del Monte Partenio ed insisteremo nel denunciare lo sperpero di denaro pubblico, scientemente dirottato verso opere dapprima annunciate in pompa magna e poi incompiute e ferme al palo, per vizi amministrativi e progettuali, come è accaduto a Mercogliano, con l’installazione dell’opera Key of Montevergine, dell’artista Alfred Mirashi Milot, e non utilizzato per necessari interventi su strade, viadotti e scuole che cadono letteralmente a pezzi, la cui urgenza viene costantemente ignorata”.

“In conclusione invitiamo i consiglieri comunali vicini al PRC, d’area, di sinistra, progressisti ma anche le tante menti libere, ispirate da una autentica cultura democratica a rifiutare ed opporsi ad un’operazione trasversale che sa tanto di opportunismo”.