Provincia – Venuti, Iannaccone e la parabola del ‘figliuol prodigo’

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Avellino – Continua il botta e risposta nelle fila della maggioranza di Palazzo Caracciolo tra Noi Sud e il resto della coalizione. Ad intervenire oggi è nuovamente Ernani Venuti consigliere provinciale dell’Udc che se da un lato prende atto della smentita del Consigliere Regionale Sergio Nappi di ogni riferimento al vice-presidente dell’Amministrazione Provinciale Vincenzo Sirignano, riguardo una nota stampa in cui l’esponente Noi Sud aveva detto di Cusano: “farebbe nominare, da altri Partiti, persino un asino, più o meno come fece Caligola nominando senatore il suo cavallo”, dall’altro continua a chiedersi: “Rimane, comunque, la curiosità di sapere chi avrebbe potuto essere l’asino nel caso l’UDC avesse designato persona diversa da Sirignano”.
“Quanto all’ onorevole Iannaccone, il quale sostiene che mi sarei trincerato dietro il rispetto del consenso ottenuto da Gnerre e Del Mastro, sbeffeggiando in tal modo la legge, gli faccio notare che a sostenere il punto di vista è stato il PDL e non il Partito dell’UDC, che non ha inteso intromettersi nella vicenda per rispetto delle posizioni diverse all’interno dei partiti del centrodestra e della prerogativa delle nomine che appartiene unicamente al Presidente Sibilia. Iannaccone – continua Venuti – avrebbe dovuto rivolgere la contestazione non a me, ma al Consigliere PDL De Conciliis il quale, in una nota stampa aveva affermato di trovare corretto ed ineccepibile, da parte del Presidente Sibilia, tutelare chi ha riscosso il consenso elettorale. Non si è negata l’autonomia decisionale di Noi Sud, ma si è praticata la correttezza istituzionale, la lealtà politica ed il rispetto nei confronti degli elettori”.
“Malgrado tutto, al di là delle puntualizzazioni intese unicamente a dare un contributo per ristabilire i rapporti di correttezza tra partiti alleati, mi preme sottolineare che nutro profonda stima per l’Onorevole Iannaccone, che reputo politico intelligente e preparato. Sono convinto che, in cuor suo, avrebbe volentieri preferito evitare di entrare in una situazione di marasma politico. Credo che egli, in parte, ha agito come farebbe un buon padre di famiglia che, di fronte a figli che creano difficoltà, si preoccupa prioritariamente di loro. Lo stesso Gesù è ricorso alla parabola del figliuol prodigo, per sostenere che maggiore attenzione va rivolta al figlio problematico, con la differenza che non si sarebbe mai sognato di punire il figlio meritevole. Non è dato sapere – conclude Venuti – a che cosa può portare questo clima di contrapposizione all’interno del proprio partito e nei rapporti con gli altri partiti della coalizione. Pertanto, è auspicabile il recupero, in tempi brevi, dei motivi dello stare insieme per potersi mettere in modo proficuo al servizio della Comunità Provinciale”.

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