Provincia-Università del vino, il Ministro Mussi:’Volano del futuro’

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Avellino – Il vino che unisce e che apre una nuova pagina sulla quale scrivere “…insieme tante cose utili per ritrovare entusiasmo e passione. Disegniamo un percorso di fiducia nella possibilità che anche l’Irpinia riesca a liberarsi dei suoi lacci ed ad esaltare qualità, tenacia e voglia di farcela”. Un auspicio affinché l’Irpinia vinca la sua sfida con il suo fiore all’occhiello: l’Università del vino. E’ il presidente della Provincia Alberta De Simone a fare gli onori di casa in occasione dell’inaugurazione del corso di laurea in enologia e viticoltura. Al tavolo e nella gremita sala di Palazzo Caracciolo presenze importanti:
l’on. Fabio Mussi Ministro per l’Università e la Ricerca, il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, il prof. Alessandro Santini preside della Facoltà di Agraria di Portici, gli assessori regionali Teresa Armato, Enzo De Luca e Rosetta D’Amelio, i consiglieri Francesco D’Ercole, Cosimo Sibilia, Mario Sena, l’on. Raffaele Aurisicchio, Luigi Anzalone, Francesco Maselli, Giuseppe De Mita, Michele D’Ambrosio, Carmine Russo, Stefano Vetrano, Nunzio Cignarella, Rosanna Repole, il Questore Vittorio Rochira, il Prefetto Costantino Ippolito, il neo Com. Prov. dei Carabinieri Tenente Colonnello Giammarco Sottili, il Maggiore dell’Arma Carabinieri Francesco Merone, il Comandante Guardia di Finanza Bartolomeo D’Ambrosio. E ancora, Emma Pisano, Donato Pennetta, Pino De Lorenzo, Lello Gala, Nino Musto, Mario Bianchino, Giuseppe Di Milia, Rossella Grasso, Walter De Pietro, Luigi Mainolfi, Enzo Violano, Pasquale Ricci, Pietro Foglia, Silvio Sarno, Generoso Cusano, Roberto Montefusco, Canonico, Tizzano, Spiniello, Sinibaldo Di Paola, Carmela Rega, Luisa De Lisio, Giuseppe Guglielmo, Errico Bonito, Teobaldo Acone, Palerio Abate, Michele De Simone, Antonio Cassano, produttori vitivinicoli come Mastroberardino e Caggiano, docenti universitari, il Prof. Acocella, il giornalista Antonio Corbo e naturalmente Alberta De Simone. Assenti il ministro Luigi Nicolais e il governatore Antonio Bassolino per impegni nella capitale.
Un parterre d’eccezione a voler significare che l’Irpinia può e vuole vincere la sua scommessa: formazione e lavoro, ma non solo. “L’inaugurazione del corso di laurea – ha commentato l’on. De Simone – non solo corrisponde alla speranza degli irpini ma anche al capitolo di storia più illustre rendendo onore a Francesco De Sanctis. Un traguardo fortemente voluto da quest’amministrazione provinciale di concerto con la Scuola enologica, con la Regione Campania e l’Università Federico II di Napoli – il tutto racchiuso in un numero monotematico diretto sapientemente dal giornalista Antonio Porcelli -. Un traguardo a lungo desiderato per aprire prospettive serie di sviluppo culturale ed economico per la nostra terra. Nel recente e attuale proliferare di università nella nostra Regione, la provincia di Avellino era una grande orfana e una grande esclusa. Questo ha generato un sentimento di insoddisfazione che è andato aumentando in seguito alla disgraziata idea del ministro Moratti di declassare a scuola agraria la nostra antica scuola enologica”. “Noi apparteniamo al Mezzogiorno interno. Noi siamo l’ ‘osso’ e non la polpa ma siamo la più grande risorsa idrica del Mezzogiorno ed abbiamo alcuni prodotti agricoli di riconosciuta eccellenza: le nostre uve sono al primo posto. Stiano attenti chi ci chiede la discarica perché noi dobbiamo salvaguardare le nostre falde acquifere”.
Insomma un’Irpinia che vuole puntare ora più che mai sul nettare rosso: il Taurasi Docg, il Greco di Tufo, il Fiano, protagonisti della notte degli Oscar a Los Angeles, delle riunioni dei grandi del mondo… Ora ha una chance in più: il corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia. “L’idea straordinaria”.
E’ proprio il Ministro per l’Università e la Ricerca Fabio Mussi a ‘sponsorizzare’ il volano del futuro: “Se manteniamo i livelli di qualità, manterremo il mercato, gli odori, i sapori, la convivialità. Questo è un tratto di cultura e civiltà”. Da qui il rispetto per il territorio: “fare la traversata della Campania tra i rifiuti, non è una cosa edificante. Bisognerà intervenire al più presto”.
“Per quanto riguarda la finanziaria, invece, è andata meglio di quanto pensassi. Sulla ricerca e sull’università troppo pochi fondi. Bisognerà fare qualcosa per avere più soldi ma nessuna lira va spesa male. Perché ogni lira spesa male, è un delitto. Non sopporto la dissipazione di denaro pubblico. Il nostro destino credo che sia l’università di massa. Un’università che sia aperta a tutti quelli che vogliono. Perché non è decente un’università che seleziona. Per centrare questo obiettivo però bisogna tenere alta la qualità del sistema”.
Insomma, meritocrazia: avanti tutta. “L’80 per cento dei costi dell’università è sostenuto dallo Stato. Ogni anno che si perde è a carico dei lavoratori che pagano le tasse. Di conseguenza c’è il dovere di formarsi, di non sprecare le risorse di tutti e gli anni migliori della propria vita. C’è bisogno di un po’ di serietà. Stop alle nuove università tematiche. Quelle che sono presenti sul territorio saranno soggette a severi controlli perché l’università non può essere un computer che vende cassette. Questo è business. Gli atenei da 40 sono passati a 80… E’ il desiderio di conoscenza o di cattedre? Il risultato è che abbiamo 120 province e 36 sedi universitarie. L’università significa lasciare le gonnelle di mamma a casa. Non è possibile averla sotto casa. Ho trovato convenzioni, lauree honoris causa… Con me questa roba è finita. Preferisco accendere il faro sui risultati. Chi fa bene prende i soldi, chi fa male meno. Ci sarà un’agenzia che valuterà l’operato. Dunque università di massa perché lo Stato deve garantire il diritto allo studio ma deve anche garantire che le cose siano serie. Non c’è il deserto ma è necessario valorizzare il metodo. Nuove cose buone sì, nuove cose arbitrarie no. E il corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia è una cosa straordinaria. Agli imprenditori dico: formate e fate lavorare i cervelli di questa facoltà. Solo con i gradi della formazione si può competere. Sono convinto che si può aprire una nuova prospettiva in cui l’economia della conoscenza sia il perno dell’Italia e del Mezzogiorno. Non conta dove sei ma in che rete sei”.
Dunque, centriamo gli obiettivi riscattando il Sud. (di Teresa Lombardo)

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