Provincia – Solimine: lo sviluppo non è un elenco di opere pubbliche

0
210

Avellino – Lo sviluppo non può ridursi alla elencazione di progetti più o meni importanti, ma deve essere il risultato di un ragionamento attento ed approfondito sulla realtà delle cose in provincia di Avellino, ecco perché giudico opportuna la convocazione di una seduta del Consiglio provinciale per discutere il tema dello sviluppo. Il consigliere provinciale Giuseppe Antonio Solimine, vice-capogruppo della Margherita interviene per chiarire che il tema in questione non può essere liquidato riducendo la discussione ad ovvietà e banalità, che non sono in grado di incidere sui problemi. “Il vero punto dal quale partire – afferma Solimine, che è anche presidente della Comunità Montana dell’Ufita e sindaco a Trevico – sono i giovani e il lavoro. Noi dobbiamo combattere il disagio sociale, che nasce per almeno due ordini di ragioni: lo smarrimento di alcuni valori, come la famiglia, e la precarietà del lavoro; abbiamo giovani che non possono progettare il futuro perché non hanno il lavoro, oppure sono titolari di un rapporto precario dal quale non riescono a trarre il sostentamento sufficiente per mettere su famiglia ed allora la vera emergenza non sono la viabilità o la valorizzazione delle risorse locali, ma è la creazione delle basi sulle quali costruire i progetti. I temi della viabilità o delle grandi opere diventano fondamentali a condizione che vengano inseriti in un percorso di sviluppo, attraverso il quale essi si trasformano in strumenti che concorrono alla realizzazione degli obiettivi. Mi pongo e pongo una domanda – continua Solimine – abbiamo ben chiari gli obiettivi che vogliamo conseguire? Il nostro territorio un giorno deve essere utilizzato per potenziare il turismo, il giorno dopo serve per l’industrializzazione, l’altro ancora per lanciare le fonti di energia alternativa, successivamente cambiamo le regole e si ricomincia nuovamente: io non credo che questo sia il metodo per progettare lo sviluppo del nostro territorio. Dobbiamo capire definitivamente se siamo carne o pesce o come dobbiamo muoverci per dare risposte alla popolazione. Dedicare al problema un’ampia discussione significa riconoscere il ruolo centrale e di regia che la Provincia svolge, ma a condizione che il percorso venga concordato e sviluppato nel rispetto di tutte le componenti che sovrintendono alle scelte. Le attività di ricerca e di formazione vanno benissimo – continua Solimine – ma devono essere programmate in modo corretto e sviluppate nella zona più adatta della nostra provincia. E questo vale per le attività produttive e per le zone a vocazione turistica. Le infrastrutture, anche le più importanti, non determinano automaticamente il beneficio per le aree che attraversano, perché spesso sono slegate dalla realtà e diventano inutili. Lo sviluppo deve essere valutato passo dopo passo ed è per questa ragione – conclude il consigliere provinciale – che la questione non può essere strozzata, ma merita un dibattito serio ed approfondito”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here