Provincia – Polemiche su IrpiniAmbiente: Gambacorta chiarisce

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Avellino – IrpiniAmbiente, la società provinciale dei rifiuti a capitale totalmente pubblico, diviene pomo della discordia tra l’Ente di Palazzo Caracciolo e Confindustria. È infatti diventato realtà il ricorso al Tar del Lazio da parte della Fise Assoambiente (già minacciato da parte della Confindustria di Avellino all’indomani della decisione della giunta Sibilia di chiudere le porte ai privati nella nuova era della gestione rifiuti in provincia). La linea del pubblico sarebbe in contrasto con le direttive della Comunità Europea in merito all’affidamento dei servizi pubblici locali.

Il ricorso non sarebbe però ancora stato notificato all’Ente Provincia. In una nota infatti l’assessore all’Ambiente, Domenico Gambacorta, ha fatto sapere di aver appreso dagli organi di informazione la notizia del ricorso al Tar del Lazio contro la società a totale capitale della Provincia per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. “Agli uffici dell’ente – si legge nel documento – non è stato notificato alcun ricorso. Non avendo certezza del ventilato appello, di conseguenza, non conosciamo il promotore dell’eventuale iniziativa al Tribunale Amministrativo. Apprendiamo, infatti, che vi avrebbero concorso un privato o un’associazione corporativa. In ogni caso, restiamo convinti delle decisioni adottate e del percorso che si sta portando avanti. La Provincia si è assunta su di sé una grande responsabilità politica: difendere fino in fondo la provincializzazione e, con essa, il diritto alla salute e all’ambiente. Perseguiamo la sostanziale salvaguardia dei livelli occupazionali, in una logica di economicità e di efficienza. La scelta della società a totale capitale della Provincia – preferita anche in considerazione del rischio di infiltrazioni malavitose in Irpinia (troppe le pagine di cronaca nera legate alla questione-rifiuti) – è stata assunta anche dalle altre quattro Amministrazioni Provinciali della Campania. Insomma, tutti hanno preferito questo indirizzo per uscire, dopo oltre quindici anni, dalla gestione commissariale. Non c’è stata nessuna violazione del principio di concorrenza: la Provincia non ha scelto nessuno, non ha preferito nessuno, ha deciso di svolgere il servizio in prima persona. Il ricorso al Tar – se dovesse essere confermata la notizia – non farebbe altro che creare ulteriore confusione in un momento delicato per la fase di avvio del nuovo corso per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

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