Provincia – Non seminare dissenatamente i fondi Fas, ma ponderare e veicolare gli oltre 20 milioni di euro stanziati per sette macro-progetti finalizzati alla rivalorizzazione dell’intera provincia. E’ questa la nuova linea pragmatica adottata dal parlamentino di Palazzo Caracciolo in materia di distribuzione delle risorse economiche. Tre i punti salienti dell’ampio programma presentato, questa mattina, dalla numero uno provinciale Alberta De Simone, dall’assessore alle Politiche di Sviluppo Comunitarie e Fondi Europei Gaetano Sicuranza insieme al neo segretario Cisl Irpinia Mario Melchionna, al rappresentante Cgil Antonio Di Stasio, al dirigente provinciale del settore edilizia scolastica Antonio Marro. In platea: il sindaco di Gesualdo Carmine Petruzzo, il sindaco di Tufo Fabio Grassi, il presidente della Comunità Montana del Partenio Palerio Abate, il segretario cittadino Ds Gerardo Adiglietti, i dirigenti scolastici del liceo Mancini Giuseppe Gesa e dell’Itg ‘D’Agostino’ Michele Cardellicchio. Due traguardi già raggiunti dall’Esecutivo provinciale che hanno dato il via alla programmazione degli interventi relativi al castello di Gesualdo (di comproprietà comunale e provinciale, ndr) e ai lavori di recupero del Mulino Giardino di Tufo. Questi sono solo due, dei sette progetti in etinere, illustrati dalla presidente De Simone. Oltre tre milioni di euro per la dimora del principe del madrigale da destinare a centro europeo di cultura musicale a livello accademico, più di 4 milioni per il primo modulo del Mulino Giradino delle miniere di zolfo che, secondo i piani provinciali, diventerà la porta d’ingresso ai vini docg e centro di accoglienza turistica. Ed ancora. Inclusi nel piano quattro istituti scolastici superiori della città: l’Itis ‘Dorso’, l’Itc ‘Fortunato’, l’Itg ‘D’Agostino’, il liceo ‘Mancini’ di cui già si dispone di progetti esecutivi. Ultima tessera del mosaico composto dall’equipe tecnica di Palazzo Caracciolo è il recupero del secondo lotto della scuola enologica, fiore all’occhiello e vanto per l’Irpinia, deputata ad ottenere il titolo di Facoltà Enologica dall’Università Federico II di Napoli. “Basta con l’erogazione a pioggia di fondi per piccoli interventi assestanti. – ha spiegato Alberta De Simone – La nostra provincia ha bisogno di interventi qualitativamente validi e mirati. Adesso si aprirà una fase di concertazione con la Regione Campania per poter assegnare ai singoli progetti i 20 milioni di euro finanziati dalla Comunità Europea”. Partire dal basso per raggiungere proficuamente i livelli più alti del Piano Strategico 2007/2013. La seconda fase della programmazione provinciale si basa proprio sulla promozione dell’Irpinia partendo da quattro progetti ancora da definire. In due incontri, fissati per i prossimi 19 novembre e 14 dicembre, la presidente di Palazzo Caracciolo incontrerà sindaci, associazioni sindacali, imprenditori e società civile, per “…ascoltare le richieste e le idee di quanti vorranno contribuire alla trasformazione di questa provincia”. Ambiziose le mete che la massima carica dell’Esecutivo provinciale ha illustrato: “Vogliamo che anche Tufo si faccia promotore di un Salone del Gusto, sul modello di Torino e che alla nostra Università di Viticoltura ed Enologia venga presto riconosciuto il titolo di Facoltà a livello internazionale proprio come Bordeaux in Francia. Stiamo presentando progetti da un costo base di 50/70 milioni di euro. Spazio sarà dato anche ad interventi infrastrutturali inerenti alla metropolitana leggera e all’Alta Velocità”. Terzo ed ultimo punto i Patti Formativi sotto stretta osservazione dell’assessore Sicuranza. Due gli interventi illustrati: la Filiera dell’Arte Bianca e Industriando. “Bisogna puntare alla formazione qualificata delle nostre figure professionali sfruttando al massimo sia l’innovazione tecnologica che l’antica tradizione della nostra terra. Sono circa 3mila le aziende di panificazione in Irpinia e di queste 2mila lavorano alla produzione pasticciera e di omogeneizzazione. La crescente richiesta globale di grano e derivati hanno fatto emergere alcune difficoltà produttive che posso essere superate solo utilizzando manodopera al passo con la modernizzazione industriale”. Di ampio raggio, invece, Industriando, Patto nato dalla sinergia tra Provincia, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e dal partenariato con Cnr, Cciaa, Asse, Confapi e Cna. Tre milioni di euro per un piano di lavoro che mira alla creazione di una forza lavoro professionalizzata e competente per un’industria in grado di operare con successo nell’attuale contesto di mercato globale. Voci di assenso si sono elevate dai vari attori e rappresentanti presenti in sala. “Finalmente arrivano fondi in Irpinia. – ha affermato Mario Melchionna della Cisl – Bisogna investire sui Patti Formativi e sulle aree industriali particolarmente in affanno”. Dello stesso avviso Antonio Di Stasio, scuola Cgil: “In Irpinia manca una classe imprenditoriale matura capace di sviluppare i nostri territori in ogni direzione. Mirare al potenziamento delle infrastrutture e alla valorizzazione delle nostre risorse. È questa la linea che un Patto Generalista deve mantenere per promuovere la concertazione di azioni lungimiranti”. Per la prima volta, a livello regionale, un ente locale quale la Provincia, si fa capofila di un Patto Formativo che guarda al settore manifatturiero come strada maestra al lifelong learning, ovvero l’apprendimento continuo e specializzato destinato al miglioramento della qualità dei prodotti. Obiettivo del parlamentino di piazza Libertà è quello di assumere nuove 150 manovalanze e di migliorare il sistema di sicurezza all’interno delle aziende fornendo una costante attività formativa…e gli auspici sembrano esserci tutti.(di Marianna Marrazzo)
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
