Provincia – Delibera strutture organizzative: Romano ricorre al Tar

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Avellino – “Non posso non esprimere il forte disagio che sto attraversando dall’insediamento del Consiglio Provinciale, in quanto, la figura del Consigliere Provinciale viene giornalmente svuotata e sminuita; contrastando le prerogative stabilite dagli art 17 e 18 dello Statuto Provinciale, che disciplina in capo al Consiglio l’indirizzo politico-amministrativo dotando il consigliere di un’autonomia funzionale ed organizzativa quale espressione dell’intera comunità”: il malessere viene espresso attraverso una nota dal vice Presidente del Consiglio Provinciale Fernando Romano che sostiene che prende ad esempio, come caso che definisce ‘emblematico’, la delibera di Giunta Provinciale n.51 del 2 Ottobre 2009 avente ad oggetto l’approvazione delle strutture organizzative dell’ente. “Il deliberato – spiega – predispone l’organizzazione degli uffici in aree, materia di stretta attinenza del consiglio Provinciale, cosi come stabilito nel titolo IX all’art 63 dello statuto. Grave l’aspetto amministrativo che risulta essere sprovvisto di indirizzi e criteri che solo l’intero consiglio può stabilire”, per questo Romano si riserva di presentare ricorso al Tar per verificare i presupposti di legittimità dell’atto.
“Giova precisare – ha continuato – che l’approvazione di tale deliberato ha creato i presupposti alla successiva delibera di Giunta n°66 del 2 Ottobre 2009 che prevede il concorso pubblico a tempo determinato per solo colloquio per la copertura di numero sei posti di Dirigente di Settore. Gravissimo l’aspetto politico che ha letteralmente isolato i Consiglieri Provinciali sia di maggioranza che di minoranza, andando in netta contrapposizione con le linee guida politiche-amministrative evidenziate all’interno della relazione programmatica del Presidente della Provincia del 10 Luglio 2009. Tali linee, nonostante le mie perplessità manifestate palesemente all’interno del Consiglio, evidenziavano da parte di questa Presidenza un’attività amministrativa-politica, incentrata sulla collaborazione propedeutica dei consiglieri provinciali quale espressione e rappresentanza del territorio. Tale mancanza di considerazione ed esclusione dei consiglieri non ha consentito né indicazioni, né contributi che potevano nascere attraverso un confronto costruttivo e propositivo, sia all’interno della commissione consiliare sia all’interno del Consiglio Provinciale”.

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