Province, Caputo: “Mancata conversione Dl epilogo scelte sbagliate”

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Avellino – “Per il Ministro Patroni Griffi, la mancata conversione del D.L. 188/2012, avrebbe comportato un vuoto istituzionale, invece è stato solo un epilogo naturale di scelte sbagliate, caparbiamente sostenute in Consiglio dei Ministri ed in Parlamento”. Così in una nota Felice Antonio Caputo, consigliere provinciale del Pd.

“Tutti siamo convinti dell’ esigenza di un riordino e contenimento della Spesa Pubblica, ma entrare a gamba tesa rompendo gli equilibri istituzionali locali, annullando e scippando furbescamente capoluoghi a vantaggio di altri senza, per contro, utilizzare la mannaia sui super compensi dei manager pubblici e regionali, senza abolire la pletora di Enti e Società intermedie, è stata pura Demagogia. Infatti, se è vero che l’ articolo 14 della Legge 214/2011 (Salva Italia), limita e definisce nelle sole funzioni di “Indirizzo e coordinamento sovra comunale” i compiti delle Province, ci si dimentica, al contrario di quanto fatto ventilare dal Ministro, che il successivo articolo 18, subordina ad ulteriore normativa Nazionale e Regionale, le modalità dell’ effettivo passaggio delle funzioni, delle deleghe, del personale e del relativo fabbisogno finanziario alle Regioni e Comuni. Il Ministro, che ha tanto spinto il Parlamento a colmare il vuoto istituzionale determinato dalla mancata approvazione del Riordino delle Province, dimentica, che le norme approvate, senza l’ intermediazioni successive, restano solo programmatiche e non cogentemente dispositive. Nelle more, come fatto ben rilevare anche dal Presidente UPI, le Province non possono fare altro che continuare a svolgere le importanti funzioni assegnate, unitamente alle inalterate funzioni delle città capoluogo. Allora, senza forzata demagogia, il nuovo Parlamento, si impegni nella definizione ed approvazione della nuova “Carta delle Autonomie”, annulli gli Enti inutili, funzioni nazionali, regionali e locali che sono duplicate, semplifichi una volta per tutte, la vita del Cittadino e delle Imprese, abolendo tortuose normative, riduca i costi della politica, diminuendo Consigli, Giunte, emolumenti ed incarichi esterni per esaltare forme di localismo consapevole e professionale, che dai territori sappiano guardare ai diversi livelli istituzionali, fino a cogliere le occasioni promanate dalla Comunità Economica Europea. Ai Comitati Civici Locali, l’ auspicio di continuare la sensibilizzazione sul tema della Città Capoluogo e, perché no, ad interessarsi dei temi cari al Cittadino, nel campo dei Servizi Pubblici, dello sviluppo locale, del sociale ed alla necessità che la nuova amministrazione Comunale di Avellino, si occupi decisamente dell’ Area Vasta, quale innovativo strumento di programmazione negoziata, ovvero Avellino che cresce con il suo Hinterland”, conclude.

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