Prostituzione – In manette sette colombiane e un avellinese

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Avellino – I Carabinieri della Compagnia di Avellino e della Stazione di Atripalda hanno eseguito alle prime luci dell’alba 7 decreti di fermo di indiziato di delitto a carico di sei donne di origine colombiana ed un uomo di origine avellinese per il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione. L’organizzazione gestiva numerose case d’appuntamento dislocate in tutta la regione Campania ed aveva un giro di affari di diverse migliaia di euro la settimana. Attraverso annunci su quotidiani a tiratura anche nazionale l’organizzazione si era costruita un grossissimo giro di clienti. Con l’accattivante invito di “A.a.a.a.a.a.a.a.a.a. modella!! frizzantissima! Impazzirai!!” o “Novità offresi per momenti da sogno!” la rete riusciva a garantire un costante riciclo di ragazze giovani e disponibili al prezzo variabile dai 50 ai 100 euro a prestazione. Le ragazze che si prostituivano erano per lo più straniere extracomunitarie che per massimo due settimane permanevano nelle case d’appuntamento e poi venivano sostituite. Tra loro vi erano ragazze e donne di tutte le estrazioni sociali ingaggiate per garantire costanti novità ai clienti più fedeli. L’indagine, partita da una casa d’appuntamento di Atripalda è durata più di due anni ed ha portato alla luce il mondo squallido e sommerso dello sfruttamento dei corpi, del volgare istinto animalesco del possedere un corpo a pagamento ed a tempo, frutto di un puro ed arcaico istinto primordiale, lontano da ogni tipo di rapporto amorevole ed umano. Gli inquirenti però dopo Atripalda sono riusciti ad allargare gli orizzonti scoprendo anche le altre abitazioni di Monteforte Irpino, di Venticano, di Mercogliano e di Licola tutte utilizzate per il sesso “mercenario” e tutte collegate dalla stessa mano, dalla stessa organizzazione. Le case funzionavano per circa dieci ore al giorno – dalle dieci di mattina alle diciannove e trenta della sera -, ma in via eccezionale e dietro prenotazione l’accompagnatrice poteva attendere fino alle prime ore della sera: il prezzo però era a questo punto tutto da concordare. Centinaia sono state le persone osservate dai Carabinieri frequentare le case d’appuntamento e di tutte le estrazioni sociali. Non facile però è stato il lavoro dei Carabinieri, mentre infatti da un lato gli annunci erano chiaramente allusivi, seguire i movimenti e comprendere il modus operandi dell’organizzazione ha richiesto particolari doti di analisi ed osservazione. Le abitazioni erano sorvegliate, ed in alcuni casi come quello di Venticano, vi era proprio una persona che accompagnava i clienti e restava all’esterno per verificare eventuali movimenti sospetti. L’inchiesta costantemente seguita e coordinata in prima persona dal Procuratore della Repubblica di Avellino Mario Aristide Romano e dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Avellino Elia Taddeo, titolare dell’inchiesta, ha raccolto importantissimi indizi di reità a carico degli indagati ed alla luce della scaltrezza dei componenti dell’organizzazione si è dovuto procedere all’emissione di decreti di fermo per interrompere la continua ed imperterrita commissione dei reati. Gli arrestati, di seguito elencati, trasportati tutti presso i carceri di Avellino, Salerno e Pozzuoli dovranno ora rispondere di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione: Sandra Patricia Jaramillo Montano 28 enne; Maria Nancy ; Jansasoy Medina, 40enne; Isabel Valencia Montano, 38enne; Maribel Quiroga Rivas, 38enne; Carmen Amparu Montano, 47enne; Maria Del Palmar Jansasoy Medina, 29enne; Mario Sirignano, 61enne. L’operazione, scattata intorno alle 3, ha coinvolto più di 50 Carabinieri ed ha interessato le province di Avellino, Napoli e Salerno. Le persone arrestate, infatti, indipendentemente dal luogo dove esercitavano e gestivano le case d’appuntamento sono state rintracciate presso altri domicili sparsi per tutta la Campania.

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