Promozione – Le otto sberle in pieno viso sferrate dalla Forza e Coraggio hanno sancito la retrocessione aritmetica dello Sporting Atripalda. I sabatini tornano in Prima Categoria con due giornate di anticipo rispetto alla bandiera a scacchi del 9 aprile con 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi ed una caterva di sconfitte (22) e di reti al passivo (65). Una stagione maledetta, che non era iniziata neanche così tanto male con 5 punti nelle prime 3 partite. Poi il buio pesto ed il lento scivolamento sul fondo della classifica, ai quali neanche i vari avvicendamenti in panchina ed il fantasma Generoso Guarino alla presidenza sono riusciti a porre rimedio. Tropeano, Rivellini, Arnone ed in ultimo il giovane Marino sono stati gli interpreti in panchina del declino biancoverde, acuito senza dubbio dall’handicap di non avere un punto di riferimento per quanto riguarda le partite casalinghe. L’indisponibilità del “Valleverde” sin dall’estate, infatti, ha fornito il suo contributo alla debacle della formazione che Ciro Tropeano insieme al presidente Enrico Bosco ha traghettato nel giro di pochi anni al proscenio della cadetteria regionale. Il paradosso in tal senso si è consumato proprio ieri, quando gli uomini di Marino hanno dovuto ospitare la capolista sul sintetico di Brusciano, comune del napoletano distante 50 chilometri da Atripalda. Con questi ingredienti, l’epilogo per lo Sporting Atripalda non avrebbe potuto essere differente.
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