Promozione – Sp. Atripalda, Bosco: “Riavvicino la gente al calcio”

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Errico Bosco torna in sella alla sua creatura. La poltrona di presidente dello Sporting Atripalda accoglierà nuovamente il patron che nel 2002 fondò il sodalizio biancoverde. Son passati tre anni da quando Bosco fu costretto a lasciare la guida del club a causa di problemi di salute. Ora, però, il sanguigno massimo dirigente dei sabatini ha la grinta e la carica giuste per impattare sulla prima assoluta in Promozione della sua squadra. “La società è nata a scopo sociale – esordisce Bosco – con l’intento di indirizzare i giovani atripaldesi verso lo sport. Atripalda a inizio anni 2000 ha vissuto una fase di forte disagio sociale ed ho ritenuto opportuno mettere in pratica la mia idea al servizio della comunità locale. Gli sportivi atripaldesi mi hanno seguito sin dal primo anno in Terza Categoria, facendo sentire il proprio sostegno durante le partite. Adesso torno per rivivere quei tempi. Voglio riavvicinare la gente di Atripalda al calcio”.
Compito non facile, considerate le condizioni di inagibilità in cui versa il “Valleverde”. In tal senso, il presidente dello Sporting ha in mente un’azione diretta ed incisiva presso le autorità competenti: “Incontrerò subito il sindaco Paolo Spagnuolo ed il senatore Cosimo Sibilia per sollecitare gli interventi necessari. Atripalda deve tornare ad essere la capitale calcistica dell’Irpinia. Ci sono due squadre in Promozione, ma non un campo dove giocare. Altrove ci sono realtà più piccole ma ben attrezzate sotto questo punto di vista. Il mio appello alle istituzioni locali è di aprire il più presto possibile le porte dello stadio al pubblico atripaldese”.

Lo Sporting Atripalda che si affaccia alla cadetteria regionale è ambiziosa come il suo presidente. Da amante del bel gioco, Bosco è convinto che la sua squadra possa stupire: “Siamo attrezzati per puntare ad un piazzamento play-off – commenta – La rosa è stata rinforzata a dovere e sarà allenata come sempre da un tecnico a mio giudizio molto capace e preparato come Tropeano. Mi ha regalato tante gioie da capitano in passato e ora sta continuando a farlo da allenatore. Ha svolto un ottimo lavoro durante la mia lunga assenza. Ora ha voluto che io tornassi al suo fianco perchè sa bene che io appoggio la sua idea di calcio spettacolare”.
Sarà la prima volta anche del derby con l’Atripalda, dopo che nel 2010 saltò la fusione che sembrava già definita: “Si crearono le condizioni per unire le forze, ma dopo poco non se ne fece più niente. Fu davvero un peccato perchè a mio giudizio Atripalda aveva bisogno di una realtà calcistica forte. Ora ci incontreremo sul campo con stima e rispetto immutati. I rapporti sono idilliaci. Entrambe le società hanno voglia di fare bene. Sarebbe bello disputarlo al “Valleverde”, ma la vedo dura”.
(di Claudio De Vito)

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