Promozione – Gli Ultras Audax si raccontano

0
574

Da “Il Biancoverde” n.6 del 27/09/2013

A Cervinara la domenica c’è solo il Cervo, non esistono gli squadroni della Serie A. Parola di Raffaele Gentile, capo dei sostenitori della squadra biancazzurra che dal 2008 si identificano nel gruppo Ultras Audax Cervinara. Un gruppo di amici, già a sostegno dell’Avellino dal 1999 sotto le insegne del Cervinara Clan, dà vita a quello che è destinato a diventare lo zoccolo duro, l’anima della passione dei cervinaresi per la squadra del proprio paese. Ci sono Valerio Criscuolo, Angelo Magnotta, Louis Patari, Giovanni Patari, Francesco Casale e Vincenzo Morgillo insieme a Raffaele Gentile che precisa: “Il gruppo è nato nel 2008 dall’iniziativa di poche persone e allo scopo di coinvolgere tutti gli appassionati del Cervinara. Da allora non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alla squadra, parallelamente a quello verso l’Avellino. Con il fallimento dei lupi nel 2009, poi, ci siamo interamente dedicati al Cervinara crescendo anno dopo anno”. Il gruppo Utras Audax conta circa un centinaio di iscritti, tra i quali risultano gli emigranti che quando possono tornano al “Canada” a cantare e tifosi davvero speciali come Alessio Befi e Antonio Cioffi, calciatori cervinaresi protagonisti con la maglia biancazzurra nella stagione 2009/2010, ma che ora si ritrovano a sfidare le proprie origini. E proprio Befi ha dato il primo dispiacere della stagione ai suoi amici tifosi segnando con la Forza e Coraggio. “Sono i primi tifosi del Cervinara – ammette Gentile – oltre che due grandi calciatori. Fa un certo effetto vederli passare dai gradoni al campo da avversari. Ci piacerebbe tornassero a giocare con noi. Siamo convinti che il Cervinara sia la loro casa”. Un gemellaggio e sane rivalità sparse nella Valle Caudina fanno degli Ultras Audax un gruppo particolarmente attivo nelle relazioni tra tifoserie, improntate al rispetto altrui. “Nel 2009 è nato il gemellaggio con i tifosi dell’Ebolitana in occasione di una partita di Coppa Italia – spiega il numero uno del tifo biancazzurro – E’ stata la prima tifoseria di un certo peso a venire in trasferta a Cervinara da quando ci siamo noi e abbiamo ritenuto opportuno far nascere questo rapporto. Le rivalità sono legate al territorio. E’ molto sentito il derby con il San Martino, subito dopo viene quello con il Montesarchio. Si tratta piuttosto di campanilismo cittadino. Al di là di tutto, però, è bello assistere ad una partita con la tifoseria avversaria. Dalle nostre parti ciò accade in maniera civile e con il solo sfottò a caratterizzare il prima, il durante e il dopo di queste partite. Qui a Cervinara ricordiamo con piacere le oltre mille persone al “Canada” in occasione del derby dell’anno scorso con il Montesarchio vinto allo scadere”. Non solo derby. La collezione di ricordi targata Audax comprende la finale play-off in Prima Cateria con il Real Agropoli, una trasferta a Savignano Irpino e ancora quella di Ariano Irpino dell’anno scorso, quando finì il sogno play-off, ma non la voglia di cantare al di là del risultato. Una partita, quest’ultima, che ha lasciato il segno all’interno del gruppo, falcidiato da ben quattordici diffide. “Ancora oggi fatichiamo a comprendere il perchè di tutti questi provvedimenti a nostro carico. Nessuno ci ha dato mai una spiegazione” dice dispiaciuto Raffale. “Ogni domenica – continua – il nostro pensiero va ai nostri amici costretti a rimanere a casa. Il primo coro è per loro. Hanno tutta la nostra solidarietà. Canteremo anche per loro”. Una brutta pagina della storia del gruppo che stride con la sua propensione a tendere una mano a chi ha bisogno. “Siamo sempre in prima linea nel nostro paese quando si tratta di agire per il sociale – afferma fiero Raffaele – In occasione del terremoto a L’Aquila abbiamo dato il nostro contributo raccogliendo aiuti per la popolazione terremotata. Il volontariato e la solidarietà sono prerogative del gruppo”. Una stagione iniziata in sordina per il Cervinara, ma la fiducia dei tifosi, presenti in massa sia in casa che a Bisaccia, è intatta. “La squadra è in grado di raggiungere di nuovo i play-off” sostiene convinto Raffaele che sottolinea: “La società ha operato bene e ha il nostro pieno appoggio. Siamo sempre stati in sintonia. Noi facciamo sempre la nostra parte al loro fianco. Chiaramente quando c’è da criticare alcune scelte lo facciamo senza problemi. C’è un rapporto schietto che negli anni ha aiutato tutto l’ambiente a conseguire risultati sempre più soddisfacenti”. E l’Avellino? “Per quanto riguarda me e il Cervinara Clan l’Avellino è l’U.S. 1912 che ha cessato di esistere quattro anni fa. Abbiamo vissuto gioie e dolori e fatto tanti sacrifici per poi fallire all’improvviso. Abbiamo inoltre avuto l’onore di sostenere la squadra sotto la guida di veterani della curva sud quali Antonio Guarino, Ciro Picone e Daniele Calabrese. Ora esiste soltanto il Cervinara, al quale dedico anima e corpo insieme ai miei compagni di avventura”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here