Progetto Verde: lavoratori sull’orlo di una crisi di nervi…

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Avellino – Un progetto durato 24 mesi e che oggi è giunto a scadenza. Risultato: 27 persone senza lavoro. È questo il bilancio di ‘Progetto Verde’ i cui operai dopo l’incontro di questa mattina con il Prefetto Costantino Ippolito, hanno allestito un sit-in all’ingresso di Palazzo Caracciolo. Insieme agli operai anche le associazioni sindacali agguerrite per una vertenza il cui esito si presagiva diverso. A parlarne è Mario Melchionna: “I 27 operai dopo 6 mesi di formazione hanno svolto grandiosi lavori ottenendo risultati a dir poco brillanti. Si sono mossi nel comune di Atripalda e nella stessa città di Avellino con un lavoro eccellente. I fondi stanziati per il progetto ammontano a 500 mila euro e fino ad ora non sono stati completamente utilizzati. Dunque, perché bloccare il progetto?”. Rammarico anche per le aspettative deluse: “…la Presidente Alberta De Simone ci aveva sollecitato alla tranquillità, sostenendo di poter ottenere con l’intervento della Regione una proroga al progetto. Oggi abbiamo scoperto che la proroga non è effettuabile. Eppure sembrano sussistere i presupposti per ottenerla sia a livello economico che a livello temporale. Noi non intendiamo ad abbassare la guardia”. Poi un duro attacco: “…si dice che il Presidente Bassolino voglia utilizzare i restanti fondi per attuare nuovi interventi nella città partenopea. Questa è quella che può definirsi una vera ingiustizia. Intanto il sit-in di protesta non abbandonerà nei prossimi giorni piazza Libertà. Il Prefetto in mattinata ha mostrato la sua disponibilità a prendere contatti con la presidente della Provincia nel tentativo di risolvere la delicata vertenza. Ed un primo traguardo sembra essere già stato raggiunto. Domani mattina gli assessori Nocera, De Luca, il presidente Antonio Bassolino si riuniranno per discutere sulla possibilità della proroga ed eventualmente stabilirne le modalità. Ma non si ferma l’allarme dei 27 operai che rimarcano la poca fiducia nei confronti delle istituzioni. Si leva un grido unanime: “la smettano di fare i bambini. Ad ognuno le proprie responsabilità. Noi lavoratori abbiamo diritto ad un maggiore rispetto”.

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