Progetto sulla genitorialità al carcere di Bellizzi, il garante Ciambriello: “Intensificare progetti di inclusione socio–lavorativa per i diversamente liberi”

Progetto sulla genitorialità al carcere di Bellizzi, il garante Ciambriello: “Intensificare progetti di inclusione socio–lavorativa per i diversamente liberi”

22 Febbraio 2021

Nel carcere di Bellizzi Irpino si è concluso oggi un progetto sulla genitorialità promosso dal garante campano Samuele Ciambriello e realizzato dall’associazione  “Social Skills”, che ha visto coinvolti per diversi mesi 15 detenuti del nuovo padiglione.

Oggi, alla manifestazione di chiusura erano presenti la presidente dell’associazione Rossella Chiapparelli e la vicepresidente Simona d’Agostino, il direttore del Carcere Paolo Pastena, la vicedirettrice Laura Abruzzese, il comandante Attilio Napolitano e il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello.
Per la vicepresidente dell’associazione Simona d’Agostino: “Questa esperienza è stato un qualcosa di umano ed arricchente. Il progetto è stato rivolto ad un gruppo di detenuti padri, che sono stati coinvolti in un percorso di consapevolezza della propria vita affettiva e relazionale, attraverso un approccio autobiografico, affinché potessero affrontare meglio una genitorialità fatta, inevitabilmente, di rinunce e di distanza”.
Dopo le testimonianze di alcuni detenuti ha concluso la manifestazione il garante  campano Ciambriello che ha dichiarato“Questo progetto, promosso dal mio ufficio, ha proseguito la linea di un altro già fatto per la sezione femminile del carcere, poiché penso che il tema della genitorialità faccia recuperare responsabilità e speranza. I progetti promossi da me nelle carceri campane hanno una valenza di inclusione sociale, di recupero di risorse, competenze e ruoli dei diversamente liberi.

Mi auguro che il Ministero della Giustizia e l’amministrazione penitenziaria, d’intesa con le amministrazioni locali, gli enti del terzo settore, mettano in campo anche nella provincia di Avellino, senza enfasi, progetti di inclusione sociale e socio lavorativi evitando così le recidive e diminuendo l’insicurezza dei nostri quartieri e delle nostre città. Tali interventi sono la logica costituzionale del reinserimento e dell’accudimento dei diversamente liberi. ”

Prima di andare via, il Garante ha regalato ai detenuti mascherine e libri. Nel carcere di Avellino ci sono oggi 421 detenuti, di cui 23 donne.
Il garante comunica che il suo ufficio, nelle carceri avellinesi , ha in corso progetti quali: uno sportello di ascolto, un corso di sartoria nella sezione femminile del carcere di Avellino e un progetto che partirà a breve di teatro nel carcere di Ariano Irpino, ed ha finanziato un progetto mirato al riciclo della plastica per il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi